L’ITALIA E’ SOTTO LO STANDARD EUROPEO MA PER COMBATTERLA BISOGNA ANALIZZARNE LE CAUSE
Di Edoardo Gravante
EUROPA. Un dato sconcertante quello sulla pirateria informatica che deve far riflettere in particolar modo per il danno economico creato all’Italia ma soprattutto a tutta Europa.
Fortunatamente nel 2023 ha avuto un primo importante stop anche se i dati evidenziano come ancora troppi cittadini europei utilizzino siti di pirateria per contenuti come film, musica o sport.
UN PRIMO SEGNO DI STALLO
Secondo una recente relazione dell’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO) infatti, la pirateria online tra gli utenti di internet europei di età compresa tra 15 e 74 anni si è mantenuta costante rispetto allo scorso anno, con una media di 10 accessi al mese.
I CANALI PIU’ UTILIZZATI
La pirateria digitale rimane elevata, ma non è aumentata nel 2023 e questo dato è messo in evidenza in tutte le categorie di contenuti online, ad eccezione delle pubblicazioni, che hanno visto un calo della pirateria, e della musica, che è stata interessata da un incremento rispetto all’inizio del 2023. In generale però la maggior parte degli accessi illegali riguarda i contenuti televisivi che registra ben 5 accessi di media al mese, ovvero la metà degli accessi totali.
LO STREAMING ILLEGALE, UN DATO PREOCCUPANTE
Il metodo più comunemente utilizzato per accedere a contenuti piratati è lo streaming illegale che di fatto ha evidenziato una tendenza allarmante, con un aumento del 10 % delle visite a siti web pirata per servizi IPTV nel 2023. Lo studio inoltre stima che fino all’1 % degli utenti di internet dell’UE potrebbe essersi abbonato a servizi IPTV illegali in soli due anni, senza considerare gli utenti che si erano abbonati prima del 2022.
LA PIRATERIA IN ITALIA
Sempre secondo lo studio dell’EUIPO l’Italia è il Paese europeo con la media più bassa di accessi a contenuti piratati con 7,3 accessi al mese. Considerando la pirateria nel suo complesso dunque i tassi degli utenti di internet che accedono a contenuti illegali sono inferiori rispetto a stati come l’Austria (8,9), Spagna (8,5), Polonia (8,3), Romania (7,9) e Germania (7,7).
LE CAUSE DELLA PIRATERIA
L’Italia ma in generale l’intera Europa per combattere il fenomeno della pirateria deve però prima analizzarne le cause. João Negrão, Direttore esecutivo dell’EUIPO, infatti spiega: “Il panorama digitale è in continua evoluzione, e così anche gli schemi di violazione del diritto d’autore online. Il nostro studio più recente fa luce sulle complessità dell’utilizzo di contenuti digitali e sui fattori alla base della pirateria.
È indispensabile affrontare le cause profonde di questo comportamento, che spesso risiedono in un accesso insufficiente a contenuti legali a prezzi abbordabili e nella necessità di una maggiore sensibilizzazione del pubblico sulle conseguenze della pirateria”.
La pirateria è dunque legata ad aspetti economici e sociali quali la disuguaglianza di reddito, la disoccupazione giovanile e la percentuale di giovani tra la popolazione sono stati individuati come fattori alla base della pirateria come evidenziato anche dallo studio che suggerisce come i maggiori livelli di pirateria siano strettamente legati a persone con disuguaglianza di reddito su tutti la popolazione giovanile che risulta la più numerosa. D’altra parte invece, un PIL pro capite più alto e una maggiore conoscenza delle offerte legali di contenuti sono associati a tassi di pirateria più ridotti.
Gravante Edoardo
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