Nella settima giornata dei Giochi di Parigi 2024 arriva un’altra pioggia di medaglie paralimpiche. 3 ori, 2 argenti e 6 bronzi con L’Italia che sale a quota 46
PARIGI – Un’altra giornata decisamente da incorniciare per lo sport italiano ai Giochi paralimpici di Parigi 2024. Arrivate altre 11 medaglie con i nuotatori azzurri che si confermano essere al top mondiale. Arrivano le prime soddisfazioni anche dal ciclismo, dalla scherma e dal tennis da tavolo.
Il medagliere vede ora l’Italia settima con 46 medaglie di cui 13 ori, 10 argenti e 23 bronzi.
Ciclismo d’oro, d’argento e bronzo
La prima soddisfazione arriva dal ciclismo su strada dove Fabrizio Cornegliani è medaglia d’oro nella crono individuale H1. Sul circuito di Clichy-sous-bois, il 55enne azzurro vince la gara in 34:50.45. Secondo il belga Maxime Hordies, argento in 35:11.13 e terzo il sudafricano Nicolas Pieter du Preez, bronzo in 36:07.05. Per Cornegliani è la seconda medaglia paralimpica alla sua seconda partecipazione ai Giochi, dopo l’argento già conquistato a Tokyo 2020.
“È una vita che inseguo questo obiettivo. Sono uno sportivo da sempre, da che ho memoria corro contro il tempo. Ho iniziato con l’atletica e finisco con il ciclismo. Oggi mi sono finalmente tolto quella maledizione dell’argento che mi perseguitava da tempo: l’oro era sempre a un pizzico e non riuscivo a raggiungerlo, ma stavolta ce l’abbiamo fatta“.
Nell’H2 è invece l’eterno Luca Mazzone a conquistare la medaglia d’argento. Il portabandiera dell’Italia nella cerimonia di apertura ha concluso la gara in 25:18.83. Vince lo spagnolo Sergio Garrote Munoz, oro in 24:33.71, terzo il francese Florian Jouanny, bronzo in 25:19.29. L’azzurro, già campione paralimpico a Rio 2016, conferma così l’argento ottenuto a Tokyo, per un totale di ben 7 medaglie ai Giochi.
“Una gara grandissima, ho avuto la notizia alla fine. Non ci credevo, pensavo di essere arrivato terzo perché ho superato quelli che potenzialmente potevano arrivare terzi. Il francese però ha vent’anni di meno e gioca in casa, quindi pensavo un bronzo, ma quando mi hanno detto l’argento a ridosso dal primo….
Tanta roba, tanta roba a questa età. Dopo tre Paralimpiadi nel paraciclismo, con Zanardi e Podestà dove ero contento di aver preso quelle medaglie d’oro, questa per me vale platino. Ringrazio soprattutto la mia testa e mia moglie, che mi sopporta“.
Questa medaglia, ha aggiunto Mazzone, “la dedico a tutti i ragazzi che stanno a guardarmi. Come ho detto quando ho fatto il portabandiera: credeteci, credeteci, alzatevi dal divano e credeteci, iniziate uno sport e pian piano vedete che poi si realizzano i vostri sogni“.
Sempre dal ciclismo su strada arriva anche una medaglia di bronzo grazie a Martino Pini nella crono individuale H3. All’esordio in una Paralimpiade, l’azzurro chiude i 28,3 km della gara con un tempo di 46:13.69 alle spalle dei due francesi Mathieu Bosredon, oro in 43:33.22 e Johan Quaile, argento in 45:33.41.
Ecco le parole del ciclista azzurro in zona mista subito dopo la gara:
“Ancora non ci credo, ieri sera le emozioni erano tante. Pensavo al fatto essere qui, di meritarmi questa medaglia, di poter riuscire fino in fondo a vincerla e ce l’ho fatta. Ancora non ci credo, è stato bellissimo.
In questi quattro anni c’è stata una preparazione molto in salita con il mio allenatore Luca Zenti, che saluto e che mi ha aiutato tantissimo, mi ha fatto crescere. Siamo partiti nel 2019 piano piano e in quest’anno abbiamo insistito tanto, soprattutto all’inizio in Australia in Coppa del Mondo. Poi quest’estate abbiamo caricato bene, sono stato a Livigno un mese con il Team Equa, poi sono stato in Abruzzo con la Nazionale e i risultati sono arrivati.
Volevo dedicare questa medaglia alla mia famiglia, a chi ci ha sempre creduto come me e a tutti quelli che ci hanno creduto insieme a me“.
Nuoto azzurro ancora vincente
Continua il momento d’oro per il nuoto azzurro. La prima medaglia arriva da Alberto Amodeo, oro nei 400 stile libero S8. L’atleta lombardo tocca a 4:23.23, precedendo il canadese Maxwell Reid (4:23.90) e Andrei Nikolaev della NPC (4:24.00).
“Ero ancora stanco per il caldo e nel riscaldamento di questo pomeriggio le sensazioni non erano delle migliori. Ma ero nella call room e ho detto: ‘al diavolo, ci proverò, lo farò, speriamo che il mio corpo reagisca bene e spero di non morire nel bel mezzo della gara. È stata una battaglia piuttosto dura. Non avrei potuto nemmeno immaginare di andare così veloce. Con il tempo della medaglia d’oro a Tokyo 2020, oggi non sei nemmeno sul podio. Il livello è aumentato tantissimo e sono molto, molto felice di essere sul gradino più alto del podio“.
Nei 400 stile libero S8 femminili è invece Xenia Francesca Palazzo a conquistare il podio. L’azzurra centra il bronzo in 5:00.13. Oro alla statunitense Jessica Long (4:48.74), argento alla britannica Alice Tai (4:52.24).
“Grazie a tutti quelli che mi sono stati sempre vicino, alla mia famiglia, al mio tecnico, a tutti quelli che mi vogliono bene. Un altro sogno realizzato. Ho dovuto gestire al meglio la gara anche se negli ultimi 50 ho rischiato qualcosa. Salire sul podio è qualcosa che mi dà sempre emozioni fortissime“.
Ma non è finita. Monica Boggioni domina nei 50 rana SB3 femminili con il tempo di 53.25. Secondo gradino del podio per la brasiliana Patricia Pereira dos Santos (58.31), terzo per Marta Infanta Fernandez (58.63).
Dopo pochi minuti è Giulia Terzi a conquistare il secondo bronzo personale a questi Giochi nuotando in 1:10.43. Oro alla cinese Yuyan Jiang (1:09.68), argento alla statunitense Morgan Stickney (1:10.11).

Bebe ancora sul podio
Ieri è stata anche la giornata della moglianese Bebe Vio Grandis. L’azzurra simbolo del movimento paralimpico mondiale, perde in semifinale con la cinese Rong Xiao 15-9. Tramite i ripescaggi guadagna la finale per il bronzo nel fioretto categoria B dove domina l’incontro con la coreana Eun Hye Cho battendola poi per 15-2.
Per la veneta si tratta della quinta medaglia ai Giochi Paralimpici dopo i due ori individuali a Rio 2016 e Tokyo 2020 e l’argento e bronzo a squadre.
“Individuale è il primo bronzo, è vero. Sono molto felice, non è l’oro che si aspettavano tutti ma sono felicissima, non è tutto regalato. Per come sto mentalmente questa è perfetta, è bellissimo.
È una medaglia, non è mai detto che se una volta vinci l’oro, allora vinci sempre l’oro. È possibile, ma la gente migliora, devi essere perfetta mentalmente, pronta e lei lo era. Fisicamente lei è stata fantastica, tecnicamente è stata fantastica, mentalmente è stata fantastica… è stata migliore di me, niente da dire, sono felice di questo bronzo“.
Sarebbe stato molto peggio senza le persone stupende che mi stanno intorno, grazie veramente al mio staff, ai miei amici e alla mia famiglia. Sono stati prontissimi a tirarmi su con la testa e a dirmi di non mollare, c’erano due match per riuscire a prendere il bronzo. È una medaglia vinta, è una grande cosa. Ti danno il tempo di piangere, ma poi ti dicono hai rotto, ripigliati e vai che devi tirare. E ce l’abbiamo fatta. E domani ce la faremo di nuovo, ce la dobbiamo fare.
Ovviamente non puoi essere felice quando perdi, ma quando torni col tuo team e il tuo team è lì, pronto ad aiutarti, a stare mentalmente con te in quel momento, è una cosa fantastica e una volta che sei lì, capisci che devi andare avanti. Penso che la cosa più importante siano il mio team, i miei amici, la mia famiglia“.
Sempre nel fioretto ma categoria A maschile, Matteo Betti cede in finale al cinese Gang Sun 15-3. Al Grand Palais il 38enne toscano, alla sua quinta Paralimpiade, porta a casa la sua seconda medaglia individuale, la prima nel fioretto.

Le altre medaglie
La terza medaglia di giornata era arrivata intanto dal tiro a segno con Davide Franceshetti, bronzo nella pistola 50 metri con 199.7 oro al cinese Chao Yang (220.1), argento all’uzbeko Server Ibragimov (215.3).
“È stata inaspettata, questa medaglia pesa un quintale, tantissimo. L’emozione era tantissima ma ho cercato di dare tutto quello che avevo in corpo. Dedico questa medaglia alla mia famiglia in primis, al mio poligono, al gruppo sportivo che mi supporta, alla Unione Italiana Tiro a Segno e al Comitato Italiano Paralimpico”.
Federico Falco perde la semifinale del singolare di classe 1 (MS1) di tennistavolo per 3-2 contro il cubano Yunier Fernandez. Per lui comunque la soddisfazione della medaglia di bronzo.
“Con il senno di poi, è stato decisivo il primo set. Ho avuto due palle per chiudere e le ho buttate via. D’altro canto nel quarto parziale ero sotto per 6-2 e ho rimontato, annullando anche un match-point. Peccato per l’andamento del quinto set, non avevo più energie mentali. Ho sbagliato le scelte e ho commesso troppi errori gratuiti. Due partite così toste come il quarto di ieri e la semifinale odierna hanno influito su quel finale. Vuol dire che ci sono ancora degli aspetti su cui lavorare.
Non è comunque il momento di recriminare troppo. Mi godo questi giorni trascorsi a Parigi e l’impresa di ieri (contro il coreano Joo, n. 1 al mondo, ndr). Sono soddisfatto. C’è un po’ di amarezza, perché sono andato vicino a qualcosa di ancora più importante e quando lo stai per toccare con mano e ti scappa un po’ dispiace. Bisogna farsene una ragione, questo è lo sport che ci siamo scelti“.
Photo Credits: Bizzi-CIP
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