La biografia del frontman dei Pitura Freska raccoglie inediti, foto d’archivio e l’eterna sfida di portare il dialetto veneto oltre la Laguna
VENEZIA — Cantare in dialetto veneto e finire sulle frequenze nazionali: nel 1991 ci riuscirono i Pitura Freska con Pin Floi, 200 mila copie vendute e un reggae lagunare che smentì ogni pronostico. Trentacinque anni dopo, Gaetano “Sir Oliver” Scardicchio celebra quella rivoluzione con tre mosse: la riedizione del brano, un tour estivo che toccherà tutto il Nordest e, soprattutto, un volume fresco di stampa: “Sir Oliver Skardy – Biografia legalizzata dal poeta venessian, dai Pitura Freska a oggi” (Editoriale Programma).
Il libro, curato dalla fan e grafica Marilena Ferrara, ripercorre la vita del cantante dal 1959 fino a oggi, passando per l’exploit sanremese del ’97 e i progetti solisti con Fahrenheit 451 e I Fatti Quotidiani. Tra locandine, flyer e vignette originali di Sandro “Ciaci el Kinder” Maso spuntano aneddoti mai raccontati: dalla prima cassetta duplicata a mano alle collaborazioni con i grandi del reggae europeo.
Non è solo nostalgia. Skardy – ancora allergico alle interviste tradizionali – riflette sul peso di cantare in “lingua locale” in un Paese dove l’italiano è sinonimo di successo di massa, a meno che tu non venga da Campania o Lazio. «Se resti fedele alle tue radici – confessa nelle pagine – puoi sembrare un reietto. Ma ogni dialetto ha diritto al suo palco».
La sfida continua dal vivo: la tournée parte a luglio dall’Arsenale di Venezia con una scaletta che mescola classici e brani inediti. E chissà che, tra una “r” arrotolata e un ritmo in levare, non torni a riecheggiare la domanda cult: “Sarà vero?”
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