Mentre la petizione di Animal Equality Italia per fermare la macellazione degli equidi supera le 250.000 firme, il Piemonte si mobilita. La consigliera regionale Sarah Disabato (M5S) ha presentato una mozione per la tutela degli equidi e a sostegno delle proposte parlamentari che ne chiedono il riconoscimento come animali d’affezione
TORINO. Anche in Piemonte, dove il consumo di carne equina è tra i più bassi a livello nazionale (6%), cresce il sostegno a favore della fine della macellazione degli equidi. La mozione presentata dalla consigliera Disabato invita la Regione a unirsi alle proposte di legge in discussione in Parlamento.
Il testo della mozione include diversi impegni richiesti alla Giunta regionale piemontese:
- Promuovere iniziative di prevenzione e contrasto del maltrattamento degli equidi e della loro detenzione incompatibile con il benessere animale.
- Valutare l’esclusione della carne equina dai capitolati e dagli indirizzi di acquisto delle mense e dei servizi di ristorazione riconducibili alla Regione Piemonte.
- Attivarsi presso il Governo e il Parlamento, anche attraverso la Conferenza Stato-Regioni, affinché venga definita una disciplina nazionale che riconosca gli equidi come animali d’affezione e preveda il progressivo superamento del loro allevamento, importazione, esportazione e macellazione a fini alimentari.
- Sostenere la calendarizzazione e l’approvazione delle proposte di legge nazionali volte al riconoscimento degli equidi quali animali d’affezione e al rafforzamento della loro tutela.
“I cavalli non sono merce da macello, ma esseri senzienti che meritano dignità e protezione assoluta”, commenta Sarah Disabato. “Con questo provvedimento impegniamo le istituzioni a chiudere la filiera alimentare equina e a riconoscere loro lo status di animali d’affezione, mettendo fine a un sistema che troppo spesso nasconde maltrattamenti e rischi per la salute”.
Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia, dichiara: “Fermare la macellazione degli equidi è uno passaggio fondamentale per contribuire a ridurre la sofferenza di tutti gli animali sfruttati a scopo alimentare, come già richiesto da migliaia di cittadine e cittadini italiani che hanno sottoscritto la nostra petizione. Questa mozione, che auspico venga calendarizzata e approvata in breve tempo, costituisce un ulteriore passo in avanti verso il riconoscimento di tutti gli equidi come animali d’affezione in Italia”.
La mozione presentata in Piemonte rappresenta un importante passo avanti nella tutela degli equidi in Italia. Il sostegno crescente a livello regionale e nazionale dimostra una maggiore consapevolezza e sensibilità verso questi animali, auspicando un futuro in cui la loro dignità e il loro benessere siano pienamente riconosciuti e protetti.
L’iniziativa piemontese si inserisce in un contesto più ampio di dibattito e azione a livello nazionale. Diverse proposte di legge sono state presentate in Parlamento con l’obiettivo di riconoscere gli equidi come animali d’affezione e di vietarne la macellazione. La petizione di Animal Equality Italia, con oltre 250.000 firme, testimonia il forte sostegno popolare a questa causa.
La mozione della consigliera Disabato rappresenta un segnale importante per il Governo e il Parlamento, sollecitandoli ad accelerare l’iter legislativo e ad adottare una normativa nazionale che tuteli gli equidi e ponga fine alla loro macellazione a fini alimentari. L’impegno della Regione Piemonte, insieme alla pressione dell’opinione pubblica e al lavoro delle associazioni animaliste, potrebbe finalmente portare a un cambiamento significativo nella legislazione italiana e a una maggiore protezione per questi animali.
La speranza è che la mozione venga calendarizzata e approvata in tempi brevi, aprendo la strada a un futuro in cui i cavalli e gli altri equidi siano considerati a tutti gli effetti membri della famiglia e non semplici “merci da macello”.
L’approvazione della mozione in Piemonte potrebbe avere un impatto significativo anche a livello economico. La filiera della carne equina è un settore in declino, con un consumo in calo costante negli ultimi anni. La chiusura di questa filiera potrebbe favorire lo sviluppo di alternative economiche più sostenibili e rispettose degli animali, come il turismo equestre e le attività di riabilitazione con i cavalli.
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