Curata da Elisabetta Pasqualin e Antonio Silvio Calò la mostra, che si terrà al Museo Nazionale Collezione Salce, sede di Santa Margherita (Treviso) dal 13 settembre al 9 novembre 2025 è promossa dalla Fondazione Venezia per la Ricerca sulla Pace e dallo stesso Museo Salce.
La proiezione di un elaborazione digitale dell’artista Damiano Fasso ne anticipa l’evento, proiettando l’opera sulla facciata del Palazzo della Prefettura, a partire da venerdì 5 settembre alle ore 19.00, per la durata di tre settimane.

Tutto nasce da un francobollo emesso per celebrare i 25 anni di attività della Fondazione Venezia per la Ricerca sulla Pace, come pretesto ideale per approdare ad un’attenta selezione evocativa di oltre 50 manifesti storici del Museo Nazionale Salce che, guardano alla pace non come una parentesi o una sorta di break tra un conflitto bellico e l’altro ma come condizione assoluta. Una line up firmata anche da artisti del calibro di Tobia Ravà, Abdallah Khaled e Damiano Fasso, che, combinando diverse epoche, rielaborano temi che hanno il sottile pregio di abitare un contemporaneo attratto dalle fondamenta di ciò che è stato.
Ed è esplorando i simboli della pace, i principi della non violenza e la fede come autentico viatico di riconciliazione, che il percorso espositivo, sapientemente curato in tutti gli aspetti, dona una volitiva e gradevolissima attenzione al ruolo delle donne, da sempre tessitrici di relazioni, costruttrici di coesione, portatrici di visioni pratiche e durature per la riconciliazione, come sostiene il curatore Calò.
La costruzione visiva dei manifesti di Phantasmagoria Pacis, attraverso il magnifico linguaggio che l’arte riesce a trasmettere, ha il pregio non solo di arridere alla pace come condizione irrinunciabile per l’uomo, ma anche di provocare profonde riflessioni sulla responsabilità di ognuno di noi, con la città di Treviso che diventa cardine e fulcro per ospitare e diffondere la cultura della pace in un epoca segnata e caratterizzata da disordini bellici che disorientano e rendono fragile il mondo.
Zero Biscuit di Mauro Lama
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