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Uno spettacolo teatrale da non perdere

Che cosa ci aspetta quando alla sera si va a teatro? Magari in un giorno infrasettimanale, come può essere il giovedì, dopo una giornata di lavoro e di stress da logorio della vita moderna?

Beh, si spera di rilassarsi e per così dire di “cambiare canale”, di trovarsi sintonizzati in una situazione in cui, magari ridendo, si riesca a riflettere su quelli che sono i grandi temi della vita: l’amore, il rapporto con i figli ( averli,non averli, come gestirli da grandi e da piccoli ) e l’amicizia.

Quest’ultimo è il vero fil rouge di questa piece teatrale, che ci catapulta nel vero senso della parola in una cena tra sette amici, dove tra cibo e vino vengono a galla problemi e segreti.

Ad innescare la miccia è la moglie psicanalista di uno di loro, che propone di lasciare sul tavolo il cellulare personale e di rispondere a qualsiasi messaggio o telefonata arrivi.

Da questo momento in poi si scatena l’inferno, perché ognuno di loro ha dei segreti da nascondere, che vengono palesati senza potere essere mediati da tempi e modi adeguati per farli digerire a chi ne è ignaro.

Paolo Genovese firma la sua prima regia teatrale portando in scena l’adattamento di Perfetti sconosciuti, che ha avuto ben 25 remake in tutto il mondo. 

Ma a teatro è come se le persone in sala fossero a tavola insieme agli attori che si esprimono con dialoghi estremamente autentici in un ritmo serrato che coinvolge a 360 gradi gli spettatori.

Dino Abbrescia, Alice Bertini, Marco Bonini, Paolo Calabresi, Massimo De Lorenzo, Anna Ferzetti, Valeria Solarino sono gli eccezionali interpreti della commedia, la cui versione cinematografica è già un cult. on i protagonisti di dialoghi efficacemente autentici.  

Ognuno di noi infatti ha tre vite: una pubblica, una privata ed una segreta,

Un tempo quella segreta era ben protetta nell’archivio della nostra memoria, oggi è nelle nostre sim. Cosa succederebbe se quella minuscola schedina si mettesse a parlare? Ed è quello che succede proprio in questo spettacolo teatrale con conseguenze importanti sulla vita di tutti gli amici riuniti in questa serata conviviale.

«Allo strumento telefonino affidiamo messaggi, foto, l’intera sfera del nostro privato, mentre una volta i segreti erano nel nostro cuore e nella nostra mente» dice  Paolo Genovese per confermare la necessità di riflettere su questo aspetto delle nostre vite.

Visto che questo spettacolo è 5 anni che viene replicato, numerose sono le recensioni che possiamo ritrovare in merito.

Quelle di “Perfetti sconosciuti” a teatro sono generalmente positive, lodando l’adattamento di Paolo Genovese che trasforma il film in una commedia più brillante e focalizzata sulla risata, pur mantenendo la capacità di far riflettere. Gli spettacoli sono apprezzati per il cast ben assortito e per la professionalità degli interpreti, con una regia che privilegia la naturalezza e i tempi comici. Il finale è spesso descritto come azzeccato e potente, spingendo il pubblico a interrogarsi sulle proprie vite e segreti.

Infatti l’adattamento teatrale riesce a far ridere, sfruttando maggiormente la comicità rispetto alla versione cinematografica, senza però sfociare nella farsa. La regia di Paolo Genovese è considerata riuscita e fedele all’idea originale, con un’ambientazione realistica e un’atmosfera dinamica grazie a luci e scenografie. 

Il cast è lodato per l’affiatamento e la professionalità, con attori che riescono a rendere credibili i propri personaggi e a supportare l’andamento dello spettacolo. Inoltre, nonostante l’umorismo, il finale offre spunti di profonda riflessione sul rapporto con la tecnologia e sui segreti nascosti, stimolando il pubblico a interrogarsi sulla propria vita. 

Questo spettacolo è quindi una buona occasione per andare a teatro per riflettere divertendosi e per porci alcuni temi etici che nel turbinio delle nostre vite spesso non vogliamo affrontare.

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