Perfect Days, il film di Wim Wenders presentato in concorso al Festival di Cannes 2023, nonché vincitore per la migliore interpretazione maschile è un film che fa della ricerca quotidiana delle cose semplici il suo vero mantra.
Il regista tedesco, al netto di una colonna sonora cult, tra cui Nina Simone, ci racconta in punta di ciak di una vita semplice e apparentemente sempre uguale del protagonista, interpretato magistralmente da Kôji Yakusho.
Che giorno dopo giorno pulisce i bagni di Tokio, questo ora è il suo lavoro, e lo fa in maniera impeccabile, magistrale, premurosa e attenta.
Il bagno, democratico e utile, dove si è tutti eguali e a Tokio sono progettati, ideati da architetti del calibro di Tadao Andō e questo la dice lunga dell’approccio dei giapponesi verso questi luoghi.
Una passione per le piantine, che cura e annaffia in casa, dove solo un materassino e un cuscino bastano per vivere, un salto in libreria e al piccolo ristorante, viatico di una amichevole simpatia per la titolare, poi la passione verso una macchina fotografica analogica immortalando piante.
E la nipote quindicenne che scoperchia una vita passata, misteriosa.
Wenders tratteggiia un’esistenza mai banale, semplice e sicura, in apparenza ripetitiva ma con un plateau denso di sfumature profonde, che ci interrogano sui significati più reconditi della vita.
Con la piacevole ossessione della ricerca dei giorni perfetti.
Perfect Days, regia di Wim Wenders, con Kôji Yakusho, Tokio Emoto
Intravisti per voi di Mauro Lama
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