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Per comprendere la natura

Per comprendere la natura, solo l’arte ci può aiutare. «Lo stile non è affatto un ornamento come credono taluni, non è nemmeno una questione di tecnica, è – come il colore nei pittori – una qualità della visione, la rivelazione dell’universo peculiare che ognuno di noi vede, e che gli altri non vedono

ITALIA. Il piacere che ci dona un artista, è quello di farci conoscere un universo in più» (Marcel Proust). L’artista è tale se è in grado di rivelare un universo che solo lui riesce a intuire e vedere. Non è il modo in cui ci rappresenta la realtà delle cose, ma ciò che riusciamo a intuire dai suoi segni della realtà a cui solo lui ha accesso.

Possiamo dunque affermare che è arte ciò che è invisibile. E’ invisibile all’occhio distratto di chi vive, e che l’artista, attraverso i colori, la melodia, la fabulazione, ci aiuta a cogliere. Una funzione dell’umano che, nel corso dei secoli, è andata sempre più ad affievolirsi consiste nella mitogenesi, la capacità di costruire miti. La troviamo ancora nell’infanzia, attratta dai cartoons e dai personaggi di fantasia.

Il mito costituisce una modalità creativa di comprendere la natura delle cose, come è fatta la realtà, come siamo fatti noi e i nostri simili. Shakespeare dice che siamo fatti della stessa stoffa dei sogni (“same stuff as dreams”). E quindi per capire noi stessi e gli altri, dobbiamo immergerci in una realtà fantastica e immateriale, come sono fatti i sogni. La narrazione e la rappresentazione della realtà, del nostro mondo interno, degli altri, delle cose e degli eventi che ci toccano è ciò che ci fa capire, indipendentemente dalla sua utilità e significato.

Pensiamo quanto sono importanti per noi oggetti che per altri non hanno né valore né significato. Ma per chi ci ama e amato, quegli oggetti diventano altrettanto importanti come erano per noi. Gli oggetti parlano, perché nella loro essenza invisibile, nascondono il racconto di chi eravamo e di chi siamo. La cosa più faticosa in senso psicologico è sgombrare una casa che si deve lasciare. Anche fare i bagagli dopo una breve vacanza è più gravoso che disfarli quando si arriva.

Il trasloco, nella scala gerarchica degli eventi stressanti è considerato uno dei più gravi e dalle conseguenze patologiche. Tutta questa materia che è propria alla nostra essenza umana ci dovrebbe far capire come la certezza e la perfezione siano valori ideali più che reali, e la verità delle cose e su noi stessi possa sfuggire alla nostra stessa comprensione. L’arte ci può aiutare, molto più della scienza che per definizione non è mai esatta.    

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