L’appello del Vescovo di Treviso Michele Tomasi è rivolto a tutte le parrocchie della provincia di Treviso. “Suoniamo le campane per rompere il silenzio dell’indifferenza di fronte al genocidio”.
Il segnale deve essere importane ed eclatante, di quelli che scuotono l’indifferenza generale, senza falsi proclami. E proprio per questo motivo che la Diocesi di Treviso, attraverso gli uffici di Pastorale sociale-giustizia e pace, Caritas, Centro Missionario, Migrantes, Pastorale della Salute e Liturgico ha scritto a tutte le parrocchie della Marca. Motivo? Proporre un gesto importante e che al contempo contenga peso specifico, la preghiera del Rosario, nelle chiese o all’aperto per aprire le coscienze, talvolta assopite, sulla gravità della situazione umanitaria a Gaza e in Cisgiordania. La preghiera e il suono, unite fragorosamente per la pace.
La preghiera come autentico antidoto per sensibilizzare sulla situazione disumana innescata dalla guerra, per salvaguardare le voci innocenti che non riescono ad arrivare a farsi sentire, ma che si vedono ogni giorno dalle immagini e che si leggono dalle cronache. Alle quali purtroppo ci si ritrova ad essere spettatori impotenti. O forse alle volte paurosamente indifferenti.
Suonare non solo le campane per allontanare il silenzio, è così che l’invito, partito inizialmente da intellettuali ed artisti attraverso un tam tam ha preso piede e vigore, approdando a moltissime adesioni con l’invito a suonare non solo le campane delle chiese ma anche sirene delle barche, fischietti e clacson delle auto. Oggi domenica 27 luglio alle 22.00.
Per disertare il silenzio.
Zero Biscuit di Mauro Lama
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