Anno 1918, Pearl, una giovane ragazza che vive con una madre a dir poco despota che fa della tirannia un credo e un padre malato da accudire si confronta ogni santo giorno con litigi e soprusi familiari.
Abitano una fattoria con degli animali ma il mènage scorre tutt’altro che sereno. Pearl sogna una vita diversa, una vita da star, per far sbocciare il suo talento ma anche e soprattutto per fuggire, estrapolarsi da questo affresco familiare alquanto alienante.
Sullo sfondo la pandemia di inizio secolo e le restrizioni che ne derivano.
Quando a Pearl si presenta la prima occasione, un provino per l’ammissione ad una compagnia teatrale, al suo orizzonte si intravede un futuro più roseo, subito gelato dalla bocciatura della piccola commissione.
Ed è ora che la pellicola, dopo le prime pesanti avvisaglie, si frasforma in puro horror con Pearl che in preda a deliri malefici si rende protagonista di una orribile escalation di delitti, una vera e propria mattanza, dal ragazzo conosciuto in paese che proietta pellicole, alla cugina promossa al suo posto all’esame di ammissione. Ai genitori i ci aveva pensato prima, con assoluta crudeltà.
Orrore e morte allevati e custoditi in famiglia per poi affacciarsi all’esterno con tutta la ferocia possibile, tra sangue e mancanza di pietà, dove la pazzia si erge a manifesto di una storia dai connotati alquanto eludibili.
Come si conviene ad un horror.
PEARL – di Ti West con Mia Goth presentato in anteprima per stampa e pubblico alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia.
Intravisti per voi di Mauro Lama
79ª Mostra del Cinema internazionale di Venezia
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