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Parrucchieri, estetisti e tatuatori di Mestre esentati dal RENTRI: una vittoria per le microimprese

Una semplificazione attesa e concreta per almeno 500 micro e piccole imprese mestrine del settore del benessere. Con la Legge di Bilancio 2026, infatti, è arrivata l’esclusione di parrucchieri, centri estetici e tatuatori dall’obbligo di iscrizione al RENTRI, il Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti.

MESTRE. La modifica all’articolo 188-bis del Codice dell’Ambiente recepisce una richiesta avanzata da tempo dalle categorie a livello nazionale, che avevano più volte segnalato come gli adempimenti previsti dal RENTRI risultassero sproporzionati rispetto alla dimensione e alla tipologia delle attività del comparto. La notizia, datata 15.01.2026, segna un punto di svolta per il settore.

“È un risultato importante, frutto di un confronto serio e continuo con le istituzioni”, sottolinea Claudio Gambato, presidente della categoria Benessere della CGIA di Mestre. “Parliamo di imprese artigiane, spesso a conduzione familiare, che rischiavano di essere appesantite da obblighi digitali complessi e costosi, senza reali benefici ambientali”.

L’esclusione dal RENTRI rappresenta un intervento di semplificazione normativa di rilievo, soprattutto in territori come il Veneto, dove le imprese del comparto benessere superano quota 14.000. L’obbligo di iscrizione avrebbe infatti comportato nuovi oneri amministrativi, investimenti in formazione e una gestione informatica non sempre compatibile con la struttura delle micro imprese.

“Non si tratta di abbassare l’attenzione sull’ambiente”, precisa Gambato, “ma di applicare regole proporzionate. La sostenibilità passa anche dalla capacità di costruire norme che le imprese possano davvero rispettare”.

Resta infatti fermo l’obbligo di una corretta gestione dei rifiuti prodotti dall’attività. Parrucchieri, estetisti e tatuatori dovranno continuare a smaltire i rifiuti pericolosi — come aghi, lame monouso e materiali contaminati — esclusivamente tramite operatori autorizzati, conservare i formulari di identificazione dei rifiuti (FIR) in formato cartaceo ed effettuare lo smaltimento con una periodicità almeno annuale.

Una distinzione netta, dunque, tra semplificazione burocratica e responsabilità ambientale. “La norma va nella direzione giusta”, conclude Gambato, “perché tutela l’ambiente senza penalizzare chi lavora correttamente ogni giorno nei saloni e nei centri benessere”.

Questa decisione rappresenta un alleggerimento significativo per le attività del settore benessere a Mestre e in tutto il Veneto, consentendo loro di concentrarsi sulla qualità dei servizi offerti senza l’onere di adempimenti burocratici eccessivi. La semplificazione normativa, pur mantenendo alta l’attenzione sulla corretta gestione dei rifiuti, favorisce la sostenibilità economica e operativa delle microimprese artigiane.

L’esclusione dal RENTRI è un segnale positivo che dimostra l’importanza del dialogo tra le categorie economiche e le istituzioni, portando a soluzioni concrete e mirate che tengono conto delle specificità del tessuto imprenditoriale locale. Un passo avanti verso una burocrazia più snella e un ambiente tutelato, senza penalizzare chi lavora nel rispetto delle regole.

La CGIA di Mestre, attraverso il suo presidente Claudio Gambato, ha espresso soddisfazione per il risultato ottenuto, sottolineando l’importanza di continuare a lavorare per semplificare la vita delle imprese e promuovere una crescita sostenibile del territorio. La Legge di Bilancio 2026 si conferma uno strumento utile per sostenere le microimprese e favorire lo sviluppo economico del Veneto.

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