Terminati i Giochi Paralimpici di Parigi 2024. Un’edizione da record per l’Italia con 71 medaglie conquistate, due più di Tokyo 2020, di cui 24 ori, 15 argenti e 32 bronzi
PARIGI – Con la cerimonia di chiusura di ieri sera terminano i Giochi Paralimpici di Parigi 2024. Una scorpacciata di sport ed emozioni forti, iniziata a fine luglio con i Giochi Olimpici e chiusa nei migliori dei modi con la spedizione azzurra più vincente di sempre.
Tokyo e Parigi
L’Italia conquista il sesto posto nel medagliere con la bellezza di ben 71 medaglie, due in più della spedizione in Giappone di tre anni fa. Il bottino da urlo conta 24 ori, 10 in più rispetto a Tokyo 2020, spedendo la bandiera tricolore tra le grandi potenze dello Sport mondiale. Non sono da dimenticare anche i 15 argenti (14 in meno rispetto Tokyo), e i 32 bronzi (6 in più).
Decisamente un passo in avanti per il movimento paralimpico azzurro che tre anni fa aveva raggiunto un ottimo nono posto. Il frutto di questo risultato è dovuto anche al fatto che in Francia si è presentata la delegazione azzurra più numerosa di sempre a prender parte a una Paralimpiade. 141 atleti (71 uomini e 70 donne) che si sono cimentati in 17 discipline, contro le 15 dell’edizione precedente.
Tra queste 17, gli azzurri sono andati a medaglia in 11: nuoto, atletica, ciclismo, tennistavolo, tiro con l’arco, scherma, triathlon, equitazione, pesistica, taekwondo e tiro a segno.
Attimi da ricordare
Moltissimi i momenti da ricordare che hanno emozionato tutto il mondo. Dalla forza e simpatia di Rigivan Ganeshamoorthy oro nel lancio del disco F52, riuscito a migliorare per tre volte di fila il record del mondo, alla grandezza e auto ironia della capitana della squadra di atletica Assunta Legnante. Un oro e un argento per lei e la promessa di “rivedersi” a Los Angeles 2028, magari con la Bandiera in mano.
Ma anche le sorprese del Tennistavolo con i due ori di Matteo Parenzan e Giada Rossi. Senza contare le infinite medaglie conquistate nel nuoto grazie a una squadra fortissima con in testa Stefano Raimondi, e i suoi 5 ori e un argento. Carisma e forza che hanno portato la staffetta azzurra a vincere l’oro e stabilire il nuovo record del mondo.
E ancora, le due medaglie del portabandiera Luca Mazzone nel ciclismo, Elisabetta Mijno e Stefano Travisani che centrano la prima storica medaglia d’oro nel tiro con l’arco a squadre miste.
Come dimenticare poi il bronzo del trevisano Manuel Bortuzzo. Una delle tante storie di caduta e rinascita, con una visibilità aumentata anche grazie alla sua partecipazione al Grande Fratello Vip e all’amicizia con l’ex schermitore Aldo Montano, sua fonte di ispirazione in questa avventura Paralimpica.
E l’infinita grandezza della moglianese Bebe Vio Grandis, che per l’occasione ha deciso di aggiungere il cognome della madre, per onorare tutti i sacrifici da lei fatti in questi anni. Un doppio bronzo che sa di vittoria, conquistato sia nell’individuale sia nella prova a squadre, salendo così sul podio in entrambe le gare per tre edizioni dei Giochi consecutive.
E che dire di Martina Caironi, l’atleta azzurra più medagliata di sempre. Dopo l’argento nel salto in lungo ecco l’oro nei 100 metri, con l’incredibile dispiacere per la caduta quasi sul traguardo della sua erede, Ambra Sabatini, oro a Tokyo proprio davanti a lei.
Uno sguardo al futuro
Ed è proprio dalla sfortunata portabandiera che si ripartirà, da lei e dalle nuove leve che hanno iniziato ad approcciarsi alla bellezza dello sport paralimpico. Da questo pensiero nasce anche la scelta dei due portabandiera durante la cerimonia di chiusura di ieri sera. Sono stati infatti scelti i due atleti più giovani ad aver ottenuto il quarto posto: Domiziana Mecenate del nuoto e Ndiaga Dieng dell’atletica.
Il Presidente del Comitato Italiano Paralimpico ha motivato la decisione così:
“Sull’onda della scelta del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella di ricevere al Quirinale gli atleti che hanno sfiorato il podio, abbiamo deciso insieme al Capo Missione nonché Segretario Generale del CIP Juri Stara di nominare i due più giovani quarti posti a Parigi, per dare il segnale di un movimento che si è confermato ma che guarda anche al futuro, e dimostrazione ne è lo straordinario numero di 52 esordienti ai Giochi”
Uno sguardo al futuro quindi, ma ci concediamo un’ultima occhiata ai ricordi di questa incredibile estate francese. Chiusa con il soffio dalla campionessa di bocce Aurélie Aubert.
Merci Paris 2024.
Photo Credits: Luca Pagliaricci/CIP
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