All’incontro interreligioso “Osare la pace”, il Pontefice invoca una nuova stagione di fraternità. La Fondazione Centesimus Annus raccoglie l’eredità di Giovanni Paolo II
ROMA – “Dobbiamo far sì che tramonti presto questa stagione della storia segnata dalla guerra e dalla prepotenza della forza e inizi una storia nuova”. Con queste parole, Papa Leone XIV ha concluso il suo intervento al Colosseo, durante l’incontro interreligioso “Osare la pace”, promosso dalla Comunità di Sant’Egidio.
L’evento, che richiama lo storico incontro di Assisi del 1986 voluto da San Giovanni Paolo II, ha visto la partecipazione di leader religiosi di tutto il mondo, tra cui il metropolita Antonij del Patriarcato di Mosca, e rappresentanti delle istituzioni italiane e internazionali. Dopo la preghiera comune, il minuto di silenzio per le vittime dei conflitti e l’accensione dei candelabri della pace, il Papa ha pronunciato un discorso vibrante contro la normalizzazione della guerra: “Non possiamo accettare che questa stagione perduri oltre, che plasmi la mentalità dei popoli, che ci si abitui alla guerra come compagna normale della storia umana”.
A raccogliere e rilanciare l’eredità spirituale e sociale di Giovanni Paolo II è oggi la Fondazione Centesimus Annus – Pro Pontifice, che da anni promuove il dialogo tra etica, economia e dottrina sociale della Chiesa. Il presidente Paolo Garonna, intervenuto in più occasioni accanto al Pontefice, ha sottolineato come la missione della Fondazione sia quella di “costruire ponti tra mondi diversi, superare le polarizzazioni e favorire una governance globale fondata su valori condivisi”.
Nel corso del 2025, la Fondazione ha organizzato conferenze e incontri in Italia e all’estero, tra cui l’appuntamento di Milano del 28 ottobre dedicato al tema “Economia e pace”, e l’udienza con Papa Leone XIV del 17 maggio, in cui il Pontefice ha ribadito l’importanza di “guardare ai problemi con uno sguardo nuovo, capace di generare speranza”.
L’incontro al Colosseo si è concluso con la consegna dell’Appello di pace ai bambini, che lo hanno simbolicamente affidato agli ambasciatori e ai rappresentanti politici presenti. Un gesto semplice, ma potente, che ribadisce il messaggio centrale del Papa: “Solo la pace è santa. Basta guerre, con i loro dolorosi cumuli di morti, distruzioni, esuli”.
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