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Pallamano nella storia

2 minuti di lettura

La Nazionale di pallamano italiana entra nella storia di questo sport qualificandosi per la prima volta al main round dei Campionati Mondiali 2025

HERNING – Il sogno della pallamano italiana continua. A 28 anni dalla prima e unica partecipazione a un Campionato Mondiale (in Giappone del 1997), gli Azzurri riescono nell’impresa di vincere anche la seconda partita con l’Algeria per 32-23 (p.t. 16-11). Gli Azzurri sono stati bravi a non sedersi sugli allori dopo la prima importantissima vittoria con la Tunisia di martedì per 32-25.

E così la Nazionale del DT Riccardo Trillini entra ufficialmente nella storia. Mai l’Italia era riuscita a vincere due partite a un Mondiale né a passare il turno. Ora lo scontro più difficile ma ininfluente per la fase successiva. Domani alle 20:30 (diretta live su Sky Sport Arena) gli Azzurri sfideranno i padroni di casa della Danimarca, nonché campioni in carica iridati e Olimpici.

Dal 21 gennaio inizierà la seconda fase, sempre a Herning, con l’Italia sicura di aver già due punti frutto delle due vittorie. Gli avversari saranno le tre migliori classificate del Gruppo A formato da Germania, Repubblica Ceca, Svizzera e Polonia.

La classifica del Gruppo B:

Danimarca 4, ITALIA 4, Algeria 0, Tunisia 0

Il commento del DT

Il Direttore Tecnico Riccardo Trillini ha commentato così la gara:

“La consapevolezza che abbiamo maturato nell’ultimo anno, vittoria dopo vittoria, rende sicuramente forti i giocatori. Sanno di avere sempre un’arma nel corso della partita e nei momenti difficili. Adesso però c’è anche una maturità ulteriore che viene fuori nella conduzione della partita, senza cali di attenzione o paura di vincere. Aggiungo che la sicurezza arriva dal gioco che interpretiamo: i giocatori conoscono a memoria cosa voglio da loro e viceversa, per cui ogni variazione, novità o cambiamento che pensiamo di poter fare è sempre nelle loro corde e questa è una situazione veramente perfetta. Sarò ripetitivo, ma la cosa più importante è che il movimento, che la pallamano italiana possa sentirsi orgogliosa di sé e della sua Nazionale. Noi negli anni, soprattutto io e Beppe Tedesco, abbiamo sempre cercato di inculcare una mentalità per la quale non è vero che in Italia non si può fare pallamano ad alto livello, abbiamo cercato di evolvere la mentalità dei nostri giovani in questo senso e oggi, con quei giovani che giocano in Nazionale senior, credo che quel modo di pensare sia rimasto con loro. Stiamo dimostrando che l’Italia non è di Serie B. Sappiamo di dovere ancora crescere tanto come movimento, ma questi risultati devono spronare tutti a pensare in grande“.

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Nasce a Venezia e fin da piccola coltiva la passione per lo sport, la scrittura e l'Oriente. Prima cestista, poi calciatrice, infine allenatrice. Lotta da sempre per l'uguaglianza nello sport. Caregiver, convive con 4 gatti maschi
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