Dopo due rinvii per il maltempo tredicesimo successo per Atzeni, che montava Anda e Bola alla seconda affermazione al Palio
Quando sulla strepitosa e gremitissima Piazza del Campo il sole aveva salutato da tempo e uno spicchio di luna elegantissimo, in abito da sera faceva il suo piccolo, compito, suggestivo capolino, il Palio dell’Assunta, la carriera, prendeva il via, dopo una mossa lunghissima, nevrotica, antefatto perfetto di una corsa che, pur nella sua scontata progressione e un dominio assoluto non ha deluso. Tittia, dicevamo, che fa cappotto avendo trionfato anche a luglio, regala al Nicchio e ai suoi contradaioli una vittoria che mancava dal 1998. E proprio per questo da oggi la contrada dismette la cuffia e la dimensione da nonna per cederla alla Chiocciola. Tittia si diceva, che ai canapi forza per tre volte la mossa, si muove da destra a sinistra contribuendo a far alzare la temperatura, facendo il bello e il cattivo tempo, con il tufo, oggi asciutto e desideroso di ospitare la corsa. Ma la carriera deve attendere moltissimo, con Renato Bircolotti, il mossiere che rispedisce il plotone di discoli per ben quattro volte fuori dai canapi, con i barbareschi e la loro coppola bianca che hanno un gran lavoro per rinfrancare i cavalli, accaldati e nervosi. Ma quando incombe l’ennesimo rinvio, questa volta non per giove pluvio ma complice l’oscurità si parte, con Tittia che sceglie il tempo perfetto e comanda fin dall’inizio la corsa, pur partendo da dietro, e decide di non aver nessun tentennamento, tagliando traiettorie perfette con il piglio autoritario di chi dice che oggi funzionerà cosí, tagliando il traguardo in compagnia di quella solitudine che oggi significa trionfo. Ma l’arrivo ha un epilogo schock, con Atzeni che viene disarcionato da cavallo, nel caos immediato del dopo corsa ed è ricoverato alle Scotte, anche se in via del tutto precauzionale, con Anda e Bola fortunatamente incolume. Un vero peccato nel giorno del trionfo del Nicchio e della morte di Varenne.
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