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Ottobre M9. Leggere Venezia tra passato e futuro

4 minuti di lettura

Conversazioni sulla città giovedì 21 ottobre, ore 17 Auditorium “Cesare De Michelis”, Mario Isnenghi, Mara Rumiz e Andrea Segre. Dialogano a partire dal libro di Mario Isnenghi Se Venezia vive e dal film di Andrea Segre Welcome Venice

Il 21 ottobre M9 – Museo del ’900 lancia un nuovo ciclo di appuntamenti per leggere e pensare Venezia tra Novecento e i primi vent’anni del Duemila. In occasione della mostra Le sfide di Venezia. L’architettura e la città nel Novecento, curata da Guido Zucconi e dall’Archivio Progetti – Università Iuav di Venezia, il Museo organizza tre appuntamenti per riflettere sulla storia, lo sviluppo, le crisi e il presente della città lagunare che nel secolo scorso ha visto estendersi i propri confini ben oltre il ponte della Libertà, in terraferma.

L’identità diuna Grande Venezia tra le due sponde ha faticato tuttavia ad affermarsi nell’opinione pubblica e le questioni fondamentali dell’espansione, dell’inclusione e dell’industrializzazione – vale a dire dell’incontro con la modernità – sono state costantemente rimodulate e ripensate secondo le nuove esigenze della società veneziana. Come hanno scritto i curatori nella presentazione della mostra “Le Sfide di Venezia. L’architettura e la città nel Novecento”: “Dare forma all’espansione al di là dell’acqua, industrializzarsi nel confronto con la nobiltà del suo antico corpo, adeguarsi ai nuovi tempi antagonisti ai ritmi della laguna, accogliere i nuovi linguaggi dentro ai nobili spazi, trovare nel mondo una collocazione che ne esaltasse la storia e la bellezza: queste le sfide che la città ha vissuto dall’inizio del Novecento. Chi ha vinto e chi ha perso in questo confronto?”

A questa domanda cruciale si cercherà di rispondere negli appuntamenti di questo autunno ospitati nell’Auditorium “Cesare De Michelis” di M9, incrociando la storia dell’architettura veneziana con quella sociale, politica, economica e artistica, per arrivare ad affrontare i problemi contemporanei dell’imprescindibile incontro tra tradizione e modernità, tra passato e futuro.

Nel primo appuntamento del 21 ottobre (ore 17), lo storico  Mario Isnenghi, il regista Andrea Segre e Mara Rumiz dialogheranno a partire dall’ultimo libro di Isnenghi, Se Venezia vive. Una storia senza memoria (Marsilio 2021), intorno alle tante rappresentazioni e identità contrastanti che sono state cucite addosso a Venezia da intellettuali e politici nel Novecento. Secondo Isnenghi, professore emerito in storia contemporanea all’Università Ca’ Foscari, «il re della festa non è Thomas Mann».

La morte a Venezia è un fecondo genere letterario, ma, se usato come criterio di verità storica, diventa un veleno mortifero, una falsa coscienza, altra faccia della consuetudine tutta italiana

all’autodenigrazione. Dopo aver dato conto delle origini letterarie del cliché che ha trasformato la città da luogo del buon governo a trionfo di una narrazione declinista, Isnenghi chiama in causa eventi, luoghi, personaggi tra la fine del Settecento e i giorni nostri, come plurime e contrastanti prove della vitalità di Venezia, delle sue tante identità mobili. Inizia così una “scorribanda” tra Ottocento e Novecento, attraverso le imprese di idrovolanti e dirigibili, salotti animati da donne illuminate ed emancipate, stabilimenti termali e un’inedita concorrenza ferroviaria con Milano, la vita di campi e associazioni, tra figure note – Riccardo Selvatico, Margherita Grassini Sarfatti, Giuseppe Volpi e Gabriele D’Annunzio, veneziano d’elezione – e meno in luce ma altrettanto decisive – da Giovanni Busetto detto Fisola, “inventore del Lido”, a Giuseppe Turcato, “custode della Resistenza”. In una serie di passeggiate divise per temi, Isnenghi recupera e mette insieme vari tasselli oscurati dalle grandi gesta accompagnate dalla marcia funebre, per individuare i momenti di frizione in cui un immaginario avrebbe dovuto lasciare il passo a quello successivo e capire che cosa invece è andato storto. Emerge una visione europea e mondiale della città, in una rielaborazione critica tra memoria, letteratura e storia che assume ancora più valore oggi.  

Recentemente il regista Andrea Segre ha scritto su Welcome Venice, il suo ultimo film: «Molti mi chiedono se sto con la tradizione o con il turismo. Credo che il tema non sia questo, credo che la questione madre, quella che scatena la battaglia tra Piero e Alvise, sia quella dell’abitare, del voler abitare, del poter abitare. Per questo la protagonista del nostro film è una casa. È un problema che non riguarda solo Venezia, anzi. E difatti il film sta attraendo centinaia di spettatori in tutta Italia, in particolare nelle cosiddette “città d’arte”, a Firenze, Bologna Roma, Milano e non solo. Mi è stato chiesto che soluzione io immagini a questa tensione tra casa e turismo, tra abitare e visitare. Delle idee me le sono fatte, ma soprattutto ho cercato di leggere e ascoltare le opinioni di persone più competenti di me e di chi già da alcuni anni lavora, studia e si attiva sul tema. Credo sia fondamentale che il dibattito sul tema cresca, perché è vero che ci troviamo di fatto dentro un fenomeno del presente che è difficile analizzare mentre lo si vive, ma è anche evidente che non c’è più tempo per aspettare ancora, delle proposte di cambiamento vanno fatte. Soprattutto ora, dopo questi due anni sconvolgenti, che tanta paura ci hanno fatto vivere e tante domande ci hanno imposto, mentre ancora tutto può succedere».

Nel secondo appuntamento, in programma giovedì 11 novembre alle ore 18, Paola Marini, Riccardo Caldura e Tiziana Plebani dialogheranno intorno al libro di Paola Zatti Venezia adagio. L’altra faccia della città cartolina (Enrico Damiani Editore 2021).

Nel terzo appuntamento, previsto per mercoledì 17 novembre ore 18, si parlerà del presente e futuro dell’area industriale di Porto Marghera, a partire dalle ricerche e analisi proposte nel volume Città e Lavoro. Spazi, attori, e pratiche della transizione tra Mestre e Marghera, a cura di Maria Chiara Tosi e Claudia Faraone (Quodlibet Studio 2021).

Leggere Venezia tra passato e futuro | Prenotazioni M9

Green pass obbligatorio. Ingresso libero fino a esaurimento posti senza prenotazione.

Il primo incontro del 21 ottobre sarà trasmesso in streaming dalla pagine Facebook e YouTube di M9.

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