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Ospedale di Conegliano, rivascolarizzazione in paziente con grave ischemia

1 minuti di lettura

Eseguito all’ospedale di Conegliano un intervento di rivascolarizzazione delle arterie dell’intestino in un paziente con un grave quadro di ischemia cronica. La procedura endovascolare è stata realizzata nella sala angiografica della Radiologia interventistica da un’équipe multidisciplinare composta da radiologi, cardiologi e chirurghi vascolari.

CONEGLIANO – “Le arterie che nutrono il colon del paziente – spiega il dr Gianluca Piccoli, direttore dell’Unità operativa complessa di Radiologia del Santa Maria dei Battuti – erano severamente compromesse a causa di un grosso embolo partito dal cuore che aveva occluso un ramo dell’arteria mesenterica superiore, portando il paziente a un progressivo deterioramento clinico legato ad un malassorbimento degli alimenti. Per rivascolarizzare in modo corretto il vaso, è stata utilizzata una tecnologia di derivazione cardiologica: la tomografia a coerenza ottica (OCT), che ha permesso di ricostruire in modo preciso il tratto occluso del vaso con degli stent”.

L’intervento è stato portato a termine con successo consentendo un rapido miglioramento clinico del paziente. La tecnica è stata considerata molto innovativa dalla prestigiosa rivista internazionale Journal of Cardiovascular Medicine che pubblicherà nei prossimi mesi il caso clinico.

“Ogni giorno nel nostro ospedale discutiamo e affrontiamo, in stretta collaborazione tra specialisti di diverse discipline, i casi clinici al fine di fornire al paziente la migliore soluzione, utilizzando tecniche mini-invasive”, dichiara il dr Piccoli che ha eseguito l’intervento con il supporto del cardiologo, dr Gerlando Preti e del chirurgo vascolare, dr Massimo Corato.

Dal 30 ottobre 2019, data di inaugurazione del Polo angiografico, il gruppo della Radiologia interventistica ha trattato, in collaborazione con la Chirurgia vascolare, molte patologie vascolari (aneurismi, ischemie degli arti inferiori, piede diabetico, stenosi carotidee) e non vascolari (come neoplasie epatiche, biliari ed emorragie) in collaborazione anche con le Unità operative complesse di Medicina, di Chirurgia e di Gastroenterologia”.

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