Israele – Le sirene antiaeree risuonano a Gerusalemme intorno alle 6:30 ora locale, avvertendo i cittadini che il Paese è sotto attacco.
Hamas ha appena annunciato l’inizio dell’operazione “Alluvione Al-Aqsa”, dichiarando di aver lanciato oltre 5.000 razzi dalla Striscia di Gaza verso Israele. Uomini armati di Hamas sparano contro civili e compiono massacri nei kibbutzim vicini al confine; prendono in ostaggio cittadini israeliani e li portano oltre il confine di Gaza, e filmano tutto.
Migliaia di ragazzi sono a un festival musicale vicino al confine israeliano con Gaza: vengono uccisi e alcuni presi in ostaggio, pochi si salvano nascondendosi.
Presi alla sprovvista, gli israeliani cominciano subito a bombardare alcune zone del confine; il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu dichiara: “Israele è in guerra”.
Nel corso della giornata, il gabinetto di sicurezza israeliano vota un’azione volta alla “distruzione delle capacità militari e governative di Hamas, per sempre”.
Si contano oltre1.400 morti per l’attacco di Hamas e circa 240 rapiti ma il numero non è certo.
Ḥamās, acronimo di Ḥarakat al-Muqāwama al-Islāmiyya, è un’organizzazione politica e militare palestinese islamista, sunnita e fondamentalista, che governa i territori palestinesi.
Marwan Issa e Mohammed Deif comandano l’ala militare di Hamas, le Brigate Izzeddin al-Qassam, nome di un militante palestinese morto negli anni ’30 e considerato un martire della causa.
Nello statuto dell’organizzazione del 1988, è scritto che la Palestina è una patria islamica che non potrà mai essere ceduta a non musulmani e che condurre una “guerra santa” per sottrarre il controllo della Palestina a Israele è un dovere religioso per i musulmani palestinesi.
La proclamazione dello Stato di Israele, frutto di una risoluzione ONU, avvenne il 14 maggio 1948. La lingua principale è l’ebraico, il calendario è ebraico e la capitale è Gerusalemme.
A distanza di un mese da quell’attacco, è in corso nella Striscia di Gaza una guerra nella quale le prime vittime sono i bambini.
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