La locuzione avverbiale, che in italiano significa in questo preciso momento, ci consente di adottare un termine e fornirci l’occasione per parlare di ora solare
Or ora, appena adesso dall’ultima domenica di ottobre per arrivare all’ultima di marzo, una vita se vista con i nostri occhi oggi, con il risultato di avere più luce solare al mattino presto ma accorciando mica da ridere le giornate con tutto questo che è diventata una consuetudine. É infatti dal 1966 che in Italia è in vigore il cambio d’ora, permettendo un cospicuo vantaggio energetico ma nonostante ciò esiste, come nei grandi dibattiti, l’altra faccia della medaglia, composta da tutto un sequel di elementi che oggettivamente non hanno certo l’aria di essere roba da strapazzo. E qui si parla di salute, di sonno e di tutto quell’impatto negativo che il cambio semestrale dell’ora porta con sé in dote. Precisando che gli effetti più pregnanti di questo “scivolone orario“ si avrebbero in primavera, con le lancette portate in avanti forse in maniera meno titubante. Euforici per l’ingresso della bella stagione. Ma, al netto dei mesi, rimane oggettivamente una situazione che porta a disturbi del sonno, piuttosto che cali di concentrazione, ansia e una certa malcelata irritabilità.
Il frangente è ancora apertissima e sempre più attuale anche se non si prevedono cambi della guardia imminenti, ma dando un occhiata spiccia alle statistiche balza all’occhio che che solo il 40% degli Stati del mondo adottano l’ora legale, con l’Asia, quasi tutto il territorio africano e il Sud America che vorrebbe abolirla.
Zero Biscuit di Mauro Lama
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