Continuiamo con la pubblicazione a puntate del libro scritto dal nostro concittadino, Nuccio Sapuppo. In questa raccolta l’autore ha voluto raccontare – in forma di monografie – luoghi, avvenimenti e personaggi figli di Mogliano che si sono distinti per le opere che hanno compiuto nella loro vita
Laureato in Giurisprudenza, Giuseppe Marton (1933 – 2oo6) è stato un politico e contemporaneamente un insegnante. Sindaco di Mogliano per tre mandati consecutivi dal 1960 al 1975 data nella quale si dimise perché eletto Deputato al Parlamento Nazionale nelle file della Democrazia Cristiana e nella corrente di Forze Nuove. Terminata la legislatura tornò ad interessarsi della politica locale e fu Presidente della Provincia di Treviso dal 1980 al 1985 e successivamente Assessore alla cultura fino al 1990.
Nel 2004 ha pubblicato – con la Casa editrice Piazza di Silea – il libro Scribo vobis. Storia di Vescovi e giovani contadini nel Veneto bianco degli anni ’50, riguardante i rapporti tra le gerarchie ecclesiastiche locali ed i militanti democristiani nel secondo dopoguerra.
La sua azione politica fu determinante dal punto di vista sociale. Essa era sempre protesa a favore dei cittadini meno ambienti. Mise in atto immediatamente la legge Fanfani sugli alloggi popolari e fece costruire a Mogliano diversi siti di residenze per chi ne aveva bisogno e non riusciva a sostenere l’importo di un normale affitto residenziale. Soprattutto gli ultimi anni della sua azione politica la dedicò alla cultura tenendo delle apprezzate conferenze là dove gli venivano richieste.
Tenne sempre molto stretto il suo rapporto di cattolico praticante con la Chiesa cattolica fino al punto di farne materia di profondi ed accurati studi.
A Mogliano comunque ha lasciato un ottimo ricordo presso i suoi concittadini. Era una persona di buon senso e di grande cuore nel valutare e dedicarsi alla soluzione dei problemi più gravi sia dal punto di vista umano che da quello sociale e politico. Incline al dialogo, era sempre disponibile ad ascoltare non solo i bisogni, ma anche i suggerimenti ed i consigli degli altri, anche avversari politici, nelle scelte che nella sua posizione la politica gli imponeva. E non disdegnava neppure di dialogare con i suoi concittadini al bar o addirittura per la strada per ascoltare e condividere i loro problemi.
Incentivò in maniera rilevante l’edilizia privata a Mogliano. A lui si deve la lottizzazione contemporanea di due importanti quartieri di Mogliano, uno ad alta intensità abitativa, quindi con manufatti in media di sei – nove appartamenti cadauno, ma che comunque non superassero i tre piani in altezza, con l’obbligo di lasciare dello spazio tra l’uno e l’altro per giardino condominiale ed impiantare quanti più alberi fosse possibile.
Nell’altro quartiere invece erano previste esclusivamente villette dislocate al massimo in due piani con l’aggiunta di una piccola mansarda. Il primo corrisponde al quartiere Nord Est che partendo dal Terraglio si snoda lungo il fiume Zero ed è delimitato dalla via Vanzo. Il secondo invece è denominato “villaggio delle rose” tra la via Ronzinella e via Barbiero, caratterizzato da tanto verde ed ampi spazi tra una villetta e l’altra. In questo quartiere fra l’altro abitava anche il Sindaco Marton quando era in vita.
Sempre a favore dei problemi urbanistici di Mogliano potenziò la rete fognaria del Centro del paese.
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