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Omofobia e unioni civili: per la prima volta a Mestre il film “L’unione falla forse”

2 minuti di lettura

In proiezione il 18 febbraio al cinema Dante di Mestre

 

L’unione falla forse, il nuovo film documentario di Fabio Leli, dopo le presentazioni in vari festival nazionali e internazionali, arriva nelle sale italiane con un tour di proiezioni in diverse città. Martedì 18 febbraio sarà presentato per la prima volta a Venezia, al Cinema Dante di Mestre, alle ore 17.00, 19.00 e 21.00 (guarda il trailer).

 

Ospiti il regista Fabio Leli e l’ex delegata ai diritti civili Camilla Seibezzi

Dopo la proiezione delle 21.00 seguirà un momento di confronto con il pubblico e il regista Fabio Leli, accompagnato da Camilla Seibezzi, già delegata ai diritti civili del comune di Venezia, e da esponenti delle associazioni partner.

 

Nel nuovo progetto del giovane regista pugliese, presentato in anteprima nazionale alla 34° Edizione del Lovers Film Festival di Torino in cui si è aggiudicato il premio “La Stampa”, i temi centrali sono l’omofobia e le unioni civili. Protagoniste della pellicola due famiglie omogenitoriali, una coppia di ragazzi pugliesi con due bambini e due donne palermitane con la loro figlia. La vita tranquilla e serena delle due famiglie, così simile a tante altre, viene interrotta dalle interviste ad esponenti di partiti e movimenti vicini al Family Day e al recente Congresso delle Famiglie di Verona, tra cui Mario Adinolfi, Gianfranco Amato, Silvana de Mari e Massimo Gandolfini, che espongono liberamente le proprie bizzarre idee sull’introduzione della legge, sul tema dell’omofobia e sull’omosessualità.

Il quadro che ne viene fuori è quello del “primo film che, con amore ed ironia, lotta contro l’omofobia”.

 

Il film

Il film si impone come un importante documento d’attualità, a causa della crescita esponenziale dei movimenti ProLife di stampo cattolico estremista nonché della loro ascesa politica, grazie all’exploit dei partiti di destra che li hanno accolti nelle loro fila (l’ex ministro della Famiglia Fontana e il senatore Pillon, entrambi membri del Family Day, ne sono un chiaro esempio). Ma anche per il crescente bisogno di riconoscimenti giuridici che le famiglie omogenitoriali chiedono a gran voce e a cui a volte solo la magistratura concede l’approvazione, a causa del taglio della Stepchild Adoption dalla legge sulle unioni civili del 2016 e del recente ritorno, sulla carta d’identità, alla dicitura di “padre” e “madre” imposta dall’ex ministro Salvini.

 

I premi

L’unione falla forse, già presentato a Marzo in anteprima internazionale al Festival Vues D’en Face di Grenoble, è approdato ad Aprile anche in Romania al Serile Filmului Gay Film Festival di Cluj, poi in India per l’Out&Loud Queer Film Festival di Pune dove ha vinto il “Best India Premiere”, in Norvegia per il DokFilm, il più antico e prestigioso festival di cinema documentario norvegese, in Grecia al 6° Festival del documentario di Ierapetra, vincendo il premio come Miglior Film, e ancora in Italia, al 7° Ariano International Film Festival e al 12° OMOVIES Film Festival di Napoli, dove ha ricevuto una menzione speciale.

 

L’evento ha il patrocinio di Amnesty International, Associazione Famiglie Arcobaleno, Cgil Nuovi Diritti ed è promosso da Stonewall Lgbtqi Venezia, Uaar Venezia, Agedo Venezia Mestre, Rete Genitori Rainbow, Amnesty Giovani Venezia e Amnesty Mestre.

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