I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Treviso hanno dato esecuzione al fermo di Franco Battaggia, indiziato di delitto, disposto dalla Procura della Repubblica in data odierna.
Franco Battaggia, 77enne di origini veneziane, è accusato dei reati di omicidio e tentata soppressione di cadavere aggravata, a danno di Anica Panfile, la 31enne di origini rumene rinvenuta cadavere il 21 maggio 2023 nelle acque del fiume Piave, in località “Palazzon” del comune di Spresiano (TV).
Il provvedimento recepisce integralmente i gravi, precisi e concordanti elementi indiziari raccolti nel corso delle indagini nei confronti del Battaggia, corroborati dalle risultanze della consulenza medicolegale che aveva evidenziato un trauma plurimo cranio-cerebrale. Inoltre era stata riscontrata una sindrome asfittica da soffocamento della vittima, affetta da intossicazione acuta da stupefacente tipo cocaina, che ha ulteriormente avvalorato la ricostruzione della vicenda come omicidio, si legge nel comunicato dei Carabinieri.
Franco Battaggia, imprenditore nel settore ittico, ha lasciato, nel tardo pomeriggio di oggi, il comando provinciale di via Cornarotta a Treviso. Nei prossimi giorni sarà sentito dal giudice per l’interrogatorio di garanzia.
Anica Panfile, la cuoca 31enne rumena che viveva con madre, compagno e quattro figli piccoli in una casa popolare di via Ronchese a Treviso, è stata vista per l’ultima volta alle 14 di giovedì 18 maggio 2023, dopo essere stata ad Arcade per ritirare il Cud dal suo ex datore di lavoro, Franco Battaggia, titolare della pescheria “Tiburon” di Spresiano.
Qualche giorno dopo, il 21 maggio, il suo corpo privo di vita è stato trovato in località Spresiano, su un’ansa del Piave.
Subito i sospetti si erano concentrati sul Battaggia che aveva comunque ammesso di averla vista e poi accompagnata a casa.
Il “re del pesce” Franco Battaggia, in passato legato a Felice Maniero e alla Mala del Brenta, è stato protagonista di episodi che vanno dalla bancarotta fraudolenta al traffico di droga, armi, racket, fughe in Francia e in Sudamerica.
Aveva saldato ormai da oltre dieci anni i conti con la giustizia. Nel 2011 aveva finito di scontare la pena di 21 anni di carcere. Ora gestiva la pescheria “El Tiburon” di Spresiano.
Anica aveva lavorato lì per 4-5 anni e saltuariamente faceva le pulizie a casa di Battaggia, ad Arcade.
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui
