Pubblichiamo articolo del professore Apostolos Apostolou, nostro lettore di Atene.
La prima cultura antropologia politica esiste nel pensiero di Omero. I poeti omerici siano stati l’opera di un gradissimo poeta o di un gruppo di aedi che si sarebbero tramandati oralmente e con continue modifiche una anonima saga, o, più probabilmente, di un poeta che avrebbe, nell’ ottavo secolo, raccolto ed ordinato i racconti di quegli aedi l’ Iliade e l’ Odissea, ci presentano un quadro della civiltà achea che sovrappone ad elementi sicuramente originari, elementi posteriori che con la civiltà achea non hanno certo nulla a che fare.
Nei poemi epici di Omero si manifesta lo spirito del rischiaramento razionalistico insieme con una semiologia. La religiosità primitiva, di culto magico- tellurico, cui l’uomo è completamente legato con un senso di totale dipendenza, appare notevolmente ridotta.
Non v’è dubbio che in Omero il mito antico ha perduto in forte misura la funzione religiosa vitale ch’ esso aveva avuto in passato. Ma soprattutto, il pensiero di Omero è un pensiero poetico, che da in primo posto la dinamica della semiotica.
La filosofia politica di Omero è una filosofia dell’«onomassiologia» (gr. ονομάζω= nomino, e λόγος=discorso). E nell’«onomassiologia» di Omero passano tutti i concetti politici. «Onomassiologia» è la scienza che esamina il nome e il concetto dei nomi. L’«onomassiologia» si articola in tre parti:1) l’etimologia che spiega l’origine del nome. 2) l’omonimia che rende conto dei significati diversi. 3) la polionomia che raccoglie i sinonimi. (Vede:Liebenthal, De constitutione politices, cit., th. 3, pp. 2–3; Matthiae, Systema politicum, cit., «Prolegomena», 1, pp. 1–3.) Nell’«onomassiologia» di Omero esiste tutta la filosofia politica.
Possiamo vedere alcuni esempi:
Agelao: figlio di Damastore. Fu ucciso da Ulisse. La parola è sintetica da Age che proviene dal verbo greco antico ἄγω che significa conduco, guido, governo, educo, comando, e dal secondo sintetico della parola, dal sostantivo laos (λαός) cioè popolo. Cosi la parola Agelaos significa lui che guida le folle, o in una nozione più ampia di ermeneutica la manipolazione involgarente delle masse.
Antinoo: figlio di Eupite. Uno dei capi dei Proci; ordì il complotto per uccidere Telemaco durante il suo ritorno dal continente, e fu tra quelli che istigarono la lotta tra Ulisse (travestito da mendicante) e il mendicante Iro. Fu la prima vittima di Ulisse. Anche qui la parola Antinoo è sintetica dalla preposizione anti (αντί) che significa di fronte a, o invece, e dal sostantivo νοῦς o νόος (noûs, “nus”). Secondo la filosofia greca, la parola nus ha il significato della diànoia, della ragione. Cioè il nome Αntinoos, vuole dire pensiero, laterale funziona come “arte” del trovare e presentare i propri argomenti, sì da convincere gli ascoltatori col suscitare precisamente la disposizione d’animo voluta e (come fu loro rimproverato) da “rendere prevalente il discorso (per sé) meno forte”. Quello che fanno i sofisti greci.
Anfinomo: Il più bello dei Proci, (pretendenti) principe di Dulichio. Prudente e assennato, mostrò cortesia verso Ulisse travestito, che cercò di convincerlo ad abbandonare la reggia. Ma l’avvertimento non venne ascoltato, e Anfinomo condivise il destino degli altri pretendenti. La parola (o il nome) Antinomo è sintetica. Il primo sintetico anfi significa da due parti, o doppio, e il secondo νόμος, nòmos (cioè legge). Anfinomo significa quando non c’è il senso della legge, tra il forte e il debole, tra il ricco e il povero, tra il padrone e il servitore: quel che opprime è la libertà, quel che affranca è la legge. Quando lo stato opprime la libertà del popolo e affranca l’impunità di cui godono gli iniziati, iniziati che governano.
Demoptolemo (gr. Δημοπτόλεμος, lat. Demoptolemus). Il personaggio compare solo nel corso della strage finale descritta nel Libro XXII dell’Odissea. Omero lo mostra tra quelli che “si distinguevano nel valore” (XXII, 244). Su invito di Agelao, insieme ad altri scaglia la sua asta contro Odisseo . Tuttavia Atena rende inefficace il suo colpo e Odisseo lo uccide, mentre contemporaneamente è abbattuto Euriade per mano di Telemaco (XXII, 247-267). Demoptolemo proviene dalla parola Demos in greco antico δῆμος, designa il popolo, e più specificamente il governo popolare. Tra le funzioni statali del demos, era anche quella di fornire allo Stato, i membri della bulè. E il secondo sintetico ptolemos, appartiene un tipo parallelo di polemos cioè guerra. Cosi Demoptolemo significa lui che combatte la volontà del popolo.
Secondo Omero la dialettica nell’Odissea, si esprime dal pretendente di Penelope che si chiama Alcinoo greco Ἀλκίνοος. Alcinoo, re dei Feaci a Scheria, era figlio di Nausito, fratello di Ressenore e discendente di Poseidone.
E un’altra persona nella filosofia politica di Omero e il Nestore. Nestore /nèstore/ (in greco Νέστωρ) è una figura della mitologia greca e esprime secondo Omero l’ alienazione. Appare nell’Iliade e nel III libro dell’Odissea.
In Omero s riflettono la concezione che del mondo ha l’aristocrazia ionica, e insieme per cosi dire, la fase finale del mito alla vigilia della filosofia. Ma deve vediamo sempre anche il poeta Omero e il semiologo Omero.
Apostolos Apostolou
Docente di filosofia.
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