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Ombre nel tempo: cinquant’anni di pittura di Ezio Ciprian

1 minuti di lettura

Da sabato 23 marzo al 3 aprile, Casa dei Carraresi ospiterà una mostra personale di Ezio Ciprian.

TREVISO – A partire da sabato 23 marzo fino al 3 aprile, la Casa dei Carraresi, ospiterà una mostra personale di Ezio Ciprian, dove sarà possibile immergersi nel suo universo creativo.

L’opera di Ciprian, che spazia su un arco temporale di mezzo secolo, viene qui presentata in una veste antologica, offrendo una panoramica completa sul percorso espressivo di questo autentico artista. Non solo si delinea una sintesi delle avanguardie del ‘900, convalidandone il valore storico, ma si esplorano anche le sperimentazioni più ardite che dimostrano una curiosità creativa sempre vibrante.

La figurazione unica di Ciprian, intrisa di suggestioni ed enigmatiche inquietudini post-surrealiste, si trasforma in un caleidoscopio di ombre vivide, che sembrano anticipare le forme informali che caratterizzano la sua espressione stilistica.

Le ossidazioni dei materiali, le muffe murali, gli strappi tessutali diventano paradigmi convincenti che identificano la vera vocazione di questo artista eclettico. Attraverso di essi, Ciprian coltiva un afflato creativo senza limiti, plasmando un mondo interiore che si manifesta in opere tanto affascinanti quanto sorprendenti.

La mostra, curata da Giancarlo Bonomo e Raffaella Ferrari, in collaborazione con Eclipsis Style Project e il Club per l’UNESCO di Udine, non è solo un’occasione per ammirare il talento di Ciprian, ma anche un momento di generosità e condivisione. Infatti, l’artista ha deciso di donare alla Fondazione Cassamarca dieci opere selezionate dal ciclo “Ombre”, un gesto che evidenzia l’importanza della ricerca artistica e il desiderio di contribuire al patrimonio culturale comune.

Questa donazione si aggiunge a una serie di altre opere d’arte ricevute dalla Fondazione, tra cui quelle di Mons. Bortolan e, nell’ultimo anno, dei pittori Dino Gavagnin, Narci Simion, Alexander Kanevsky ed Ernesto Mattiuzzi. È un segno tangibile dell’impegno della Fondazione nel preservare e promuovere l’arte contemporanea, nonché della vivacità del panorama artistico locale e internazionale.

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