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Olio di ricino e ricina mortale

1 minuti di lettura

La ricina è una delle tossine naturali più letali che si conosca, estratta dai semi della pianta di ricino (Ricinus communis). Si tratta di una proteina che blocca la sintesi proteica all’interno delle cellule umane, portando inevitabilmente alla morte cellulare e, in dosi sufficienti, al collasso multiorgano

Quando si parla di “ricina” la nostra memoria va all’olio di ricino, lassativo in voga durante il periodo fascista. Ma non si tratta di quello!

L’olio di ricino è un olio vegetale sicuro, usato come lassativo e in cosmetica, ottenuto dai semi della stessa pianta, il Ricinus communis, ma non contiene la ricina. Questa è una tossina altamente letale presente nella polpa dei semi che rimane separata durante la produzione dell’olio.

Ovvero, l’olio di ricino che si può acquistare in farmacia o erboristeria è sicuro, mentre i semi della pianta sono estremamente pericolosi e fortumatamente difficili da procurare.

La pianta è molto comune al Sud, in Sicilia e Sardegna, si trova spesso lungo le strade, nei fossi e in zone ruderali. È presente anche in Liguria e sporadicamente al Nord..

L’avvelenamento

La ricina sarebbe la causa della morte di Sara Di Vita, 15 anni, e sua mamma Antonella Di Jelsi, 50 anni, decedute dopo Natale al Cardarelli di Campobasso. Nel sangue delle vittime sono state trovate tracce di ricina che avrebbe causato il collasso degli organi e quindi la morte.

La scoperta trasforma l’ipotesi di reato per omicidio colposo in duplice omicidio premeditato. Ora sta agli investigatori scoprire chi sia il responsabile e come abbia fatto ad avvelenare le due donne con una sostanza come la ricina che non è di facile reperimento. 

Il veleno del KGB

Sopravvivere alla ricina è possibile ma solo se l’intervento di lavanda gastrica è immediato o le quantità ingerite sono poche. Un antidoto che annulli l’effetto della ricina non esiste: tutto ciò che i medici possono fare è intervenire con flebo, ventilazione assistita, farmaci specifici e lavaggi che limitino l’assorbimento della tossina da parte delle cellule. Bisogna correre subito in ospedale, assolutamente sconsigliato provocare il vomito a casa. 

La ricina è stata storicamente utilizzata dal KGB durante la Guerra Fredda come veleno letale indetectabile per omicidi mirati. Il caso più celebre è l’assassinio del dissidente bulgaro Georgi Markov a Londra nel 1978, ucciso con una pallina di ricina iniettata da un ombrello modificato.

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