Oggi 13 febbraio si celebra la giornata mondiale della radio ed è una splendida occasione per approdare nel mondo intero e festeggiare il World Radio Day.
Istituita dall’Unesco ci ricorda a tutto tondo la prima trasmissione radiofonica andata in onda il 23 febbraio 1946 quando in tale data, le Nazioni Unite trasmisero il primo messaggio di pace mondiale dopo il conflitto bellico.
Ma la storia ci riporta indietro, fino alla scoperta delle onde elettromagnetiche di Heinrich Hertz nel 1886 “seguita“ dai primi Radiotelegrafi di Guglielmo Marconi, che renderà l’abbrivio a tutto quello che è avvenuto dopo, con l’innovazione e la lungimiranza.
In Italia la svolta arrivò negli anni 50, quando per rendere più fruibile il mezzo inteso come apparecchio, lo si declinò portatile, piu piccolo, prêt- à- porter. Geniale trovata.

Che permise la nascita dei programmi che poi diventeranno Network con la trasmissione di format popolari, quali ad esempio il Festival di Sanremo piuttosto che Tutto il calcio minuto per minuto.
La radio come strumento di emancipazione e culla di nuovi precetti culturali ma non solo, autentico caleidoscopio di emancipazione, dove attualità, storia e musica ma non solo, potevano coesistere e facilmente completarsi. Per arrivare ad un divertissement assortito e gradevole, colto e inaspettatamente disinvolto. .
Fino alla nascita delle radio libere, delle piattaforme digitali, delle Web Radio, dei Podcast. Dove attraverso la rete la radio diventa fruibile a tutte le ore, ribaltando la sacralità della diretta pur mantenendone il rispetto.
Ogni giorno la radio ci appartiene, ci scorta nella nostra infinita piacevole sete di intrattenimento e si mostra sempre di più insostituibile nel suo essere unica.
Basta innamorarsi di una frequenza.
Zero Biscuit di Mauro Lama
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