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Officina 31021: il loro sogno non si ferma con una delibera

Riceviamo e pubblichiamo una nota esplicativa della posizione di Officina 31021, in merito alla successione dei fatti avvenuti in questi giorni     Durante la seduta della Giunta comunale di giovedì 4 ottobre, il sindaco e quattro assessori

Riceviamo e pubblichiamo una nota esplicativa della posizione di Officina 31021, in merito alla successione dei fatti avvenuti in questi giorni

 

 

Durante la seduta della Giunta comunale di giovedì 4 ottobre, il sindaco e quattro assessori su 5 hanno bocciato l’informativa contenente i progetti e i relativi finanziamenti per le attività rivolte alla comunità giovanile della nostra città, che avrebbero dovuto lanciare il nuovo centro giovani inaugurato solamente cinque giorni prima. Il motivo del diniego che ci è stato fornito riguarda l’opportunità politica di non esporsi agli attacchi dell’opposizione per l’assegnazione di un contributo in maniera diretta a un’associazione privata, come poi ribadito anche pubblicamente dall’assessore Ceschin nell’articolo del Gazzettino di domenica.

 

 

Condanniamo questa scelta ricca di ipocrisie, forse leggermente vigliacca, sicuramente cieca, falsa e strumentale per le seguenti ragioni:

 

1. Officina non è una realtà privata. Officina è nata un anno fa riunendo le quattro realtà giovanili più rappresentative e strutturate del territorio moglianese (Nite Park, Seekers, Wave Park, Progetto Giovani) per essere il terminale operativo delle politiche giovanili dell’Ente, scrivendolo nero su bianco anche nel proprio atto costitutivo.

 

2. Anche l’amministrazione la pensava così. È stata la stessa Amministrazione comunale che ha promosso la sua nascita con questa funzione pubblica e sociale, con cui poi ha giustificato fra immancabili ritardi e rinvii, la stipula delle convenzioni per la gestione dell’impianto skatepark di via Colelli, del Centro Giovani di Zerman e lo stanziamento dei 15.000 euro come contributo per le spese della riqualificazione del parco rampe che deve sostenere l’associazione.

 

3. Abbiamo seguito l’iter che ci è stato indicato da loro​​. Fu proprio l’assessore Ceschin in una riunione a cui hanno partecipato anche i tecnici di riferimento a dirci che l’iter da seguire era quello della normale richiesta di assegnazione dei fondi alla Giunta Comunale.

 

4. Il progetto era già noto da fine agosto​​. Abbiamo presentato la prima bozza del progetto a fine agosto, completa di rendiconti di spesa specifici e dettagliati. I vizi di forma erano stati corretti attraverso un rimpallo del testo fra noi, gli uffici e Ceschin durato un mese. Per tutto questo tempo e fino a due ore prima della Giunta, non è stata MAI sollevata critica alcuna sui contenuti.

 

5. La cifra era iscritta nel bilancio del Comune​​. I fondi a cui noi avremo attinto sono fondi con uno specifico capitolo di bilancio dedicato alle politiche giovanili, presente già da tre anni con la stessa cifra. Nessun regalo, nessuna caramella, solo quello che era già stato previsto non da noi ma dall’amministrazione stessa.

 

6. La retorica del discorso del sindaco all’inaugurazione​​. Questa improvvisa marcia indietro è avvenuta dopo cinque giorni dall’inaugurazione del centro quando ancora riecheggiavano sulle pareti le parole scandite dal sindaco di fronte a più di un centinaio di persone con la fascia tricolore al petto “Dobbiamo tornare a investire sui giovani, sono loro il futuro”.

 

7. La fatica e sul sacrificio per loro non contano​​. Il centro Giovani è stato restaurato COMPLETAMENTE dai ragazzi a mani nude, gli stessi hanno sostenuto autonomamente le spese che sono sopraggiunte fino ad ora. Sono ragazzi che studiano o lavorano e che si dedicano al progetto come volontari in maniera completamente gratuita.

 

8. Per far partire subito i progetti ci siamo esposti economicamente​​. Certi che il progetto sarebbe stato approvato abbiamo inserito eventi, servizi e attività di qualità, contattando artisti, professionisti, esperti e associazioni che per forza di cose per fermarli e impegnarli non potevamo aspettare i tempi eterni e incerti dell’approvazione della delibera. Venendo meno la stessa ci vediamo ora esposti insieme ai nostri partner per un totale di 8 mila euro, senza contare quelli che ulteriormente dovremo ricercare per completare tutte le attività previste dal piano.

 

9. La qualità delle attività inserite all’interno del piano. I soldi stanziati avrebbero contribuito alle spese per la creazione di servizi come l’aula studio , la sala prove per i corsi di musica e dei cineforum del mercoledì. Avrebbero permesso l’avviamento di corsi quale quello di GoDeep che abbiamo appena terminato questo weekend, premiato l’anno scorso dalla Commissione Europea come uno dei migliori progetti di formazione del continente. Ci avrebbero permesso di portare in Italia i ragazzi Iracheni con i quali abbiamo da due anni un progetto di cooperazione internazionale per la creazione di Centri Giovanili in Kurdistan. Avremo avuto mostre fotografiche d’autore, concerti nella Filanda di Campocroce, conferenze nelle scuole per i ragazzi, tre rassegne interculturali con per tre parti diverse del mondo e altrettanti artisti, un festival del fumetto con alcuni fra gli autori italiani più noti. Insomma un calendario di attività e di incontri tutt’altro che interni al centro giovani, che facevano invece si di portarlo al di fuori fra la gente e di farci ritornare a sua volta la gente dentro. Partner internazionali e nazionali coinvolti con cui far rete e trarne tutti i benefici del caso. Tematiche importanti che spingevano verso un modello di aggregazione consapevole. Non solo con eventi spot ma anche con servizi stabili e a prezzi calmierati per potervi permettere a tutti il libero accesso.

 

La superficialità con cui è stata presa questa decisione vergognosa sotto intende quindi una mancanza di visione più ampia del semplice contributo non dato a una associazione privata come tutte le altre. Mette in ginocchio un servizio pubblico in rampa di lancio, per una generazione a cui non sono date altre alternative se non i bar e gli aperitivi, che sta mano a mano scappando dalla loro terra senza che nessuno provi a fare qualcosa. Il fatto che la preoccupazione per tutto questo venga superata da ragioni di opportunità politica è semplicemente scandaloso, poiché crediamo al contrario loro che un investimento sia giusto o sbagliato in base ai benefici che può portare alla comunità, prima dei voti che ti fa guadagnare.

 

È a questa comunità che noi ci vogliamo rivolgere adesso, a quelli che vivono e avvertono i nostri stessi bisogni sulla pelle tutti i giorni. Non è ancora finita, come non era finita quando chiusero La Svolta. La storia si ripete ma il sogno è sempre lo stesso e non morirà mai finché ci sarà ancora qualcuno che ha fame, che non si accontenta e che vuole fare la sua parte per trasformare il posto dove vive. Non per se ma per tutti. Noi non ci fermiamo, anzi correremo ancora più forte. Quella che abbiamo liberato è una casa con porte e finestre spalancate. Entrateci e attraversatela regalandone un pezzo a qualcun altro. Perché la parte più bella di questa storia è quella che scriveremo adesso, nel momento più difficile, insieme.

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