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Nuovo modello di welfare nei Comuni: se ne parla stasera a Roncade

Anche il Comune di Roncade, come più in generale la Provincia di Treviso, assiste all’invecchiamento della popolazione: nell’arco di poco più di un quindicennio (2002-2018) gli over 65 sono passati da 1.906 a 3.122 persone.

Anche il Comune di Roncade, come più in generale la Provincia di Treviso, assiste all’invecchiamento della popolazione: nell’arco di poco più di un quindicennio (2002-2018) gli over 65 sono passati da 1.906 a 3.122 persone. In percentuale sono cresciuti dal 16% che erano della popolazione al 21,4%, pressoché in linea con il dato della provincia di Treviso, passato dal 17,4% del 2002 al 21,6% del 2018. Nel medesimo periodo gli over 80 a Roncade sono più che raddoppiati, passando da 427 a 868 persone (dal 3,6% della popolazione a quasi il 6%), raggiungendo sostanzialmente il dato del 2018 della provincia di Treviso (6,5% della popolazione). Un caso, quello del comune roncadese, che può essere utile per interrogarsi sull’evoluzione dei servizi socio-sanitari che Azienda Ulss, Comuni, Ipab e Fondazioni dovranno garantire per rispondere ai bisogni di anziani e famiglie.

 

Per i 13 anni dalla sua costituzione (avvenuta su felice intuizione dell’allora sindaco Simonetta Rubinato quale strumento a servizio dei bisogni sociali della Comunità), la Fondazione Città di Roncade, dopo aver completato nel 2014 il 2º stralcio della Residenza Sanitaria Assistita, di cui sovrintende alla gestione, e avviato un servizio di pasti a domicilio a persone anziane o con disabilità, ha fatto realizzare dal Centro interdipartimentale di ricerca sul welfare dell’Università di Udine, con l’apporto scientifico del prof. Andrea Garlatti, uno studio sui nuovi modelli di servizi. I risultati saranno presentati in occasione di un convegno in programma oggi venerdì 10 maggio, con inizio alle ore 20.30.

 

Un primo obiettivo riguarda il potenziamento del servizio di assistenza domiciliare con prestazioni complesse che consentano alle persone anziane, e più in generale fragili, di poter più a lungo rimanere al proprio domicilio. L’assistenza domiciliare del futuro richiede: qualificazione e specializzazione del personale, integrazione tra le competenze degli assistenti domiciliari e gli altri professionisti (come medici, farmacisti…), sinergie e complementarietà con gli altri servizi offerti dalla Fondazione; logica della co-produzione. Un altro obiettivo è rappresentato dal potenziamento di alcuni servizi innovativi, come il call center, il teleaiuto, e la creazione di un portale dei servizi alla persona sul modello dell’esperienza già maturata nel progetto WEMi (Welfare Milano).

 

“L’obiettivo – osserva Giovanni Mazzon, presidente della Fondazione Città di Roncade – è quello di cercare di aiutare concretamente le persone e le famiglie alle prese con problemi di cura e assistenza dei propri cari, riconoscendo la centralità dell’individuo e delle sue aspettative, sostenendo l’autonomia e l’autodeterminazione delle persone con disabilità. Penso ad esempio anche ai temi dell’autismo e del ‘Dopo di Noi’”.

 

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