Marta Modolo e Lorenzo Fattorel trasformano il giorno delle nozze in un gesto di solidarietà: con 13.500 euro donati al Ca’ Foncello sarà acquistato un lettino per la rianimazione neonatale
TREVISO – Un matrimonio che diventa un segno concreto di amore e generosità. Marta Modolo e Lorenzo Fattorel hanno scelto di rinunciare alla lista nozze tradizionale per trasformare il giorno del loro “sì” in un gesto di solidarietà: grazie alla raccolta fondi organizzata con amici e familiari, la coppia ha donato 13.500 euro alla Terapia Intensiva Neonatale (TIN) dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso.
La somma sarà utilizzata per l’acquisto di un lettino da rianimazione neonatale, strumento fondamentale per intervenire in sicurezza su bambini nati pre-termine o con gravi patologie delle prime vie aeree. Una tecnologia che permette ai medici di operare direttamente in sala parto o in sala cesareo, restando accanto alla madre nei momenti più delicati.
Ad accogliere i due sposi al Ca’ Foncello c’erano la direttrice generale, la dr.ssa Paola Lago, la direttrice della Terapia Intensiva Neonatale, dr.ssa Paola Lago, e la coordinatrice del reparto, Alessandra Simonetto, che hanno espresso profonda gratitudine a nome dell’intera equipe.
La TIN di Treviso è un punto di riferimento non solo per le province di Treviso e Belluno, ma anche per altre aree del Veneto e del Friuli, accogliendo neonati e famiglie che vivono situazioni di fragilità e urgenza fin dai primissimi istanti di vita.
“Grazie a questo dono potremo continuare a migliorare le cure, potenziare le attrezzature e garantire un’assistenza sempre più qualificata, affinché ogni bambino abbia la possibilità di crescere e di costruire il proprio futuro nel migliore dei modi – ha dichiarato la direttrice generale –. Marta e Lorenzo hanno trasformato un momento di gioia personale in un atto di grande vicinanza alla comunità, offrendo un esempio straordinario di generosità.”
Il loro gesto va oltre il valore economico: è un messaggio di speranza e di fiducia, un abbraccio simbolico ai piccoli pazienti e alle loro famiglie che ogni giorno affrontano percorsi di cura complessi e impegnativi.
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