MESTRE – Presso il Laurentianum di Mestre, palazzo gotico quattrocentesco a fianco del Duomo di San Lorenzo, a partire dal 6 aprile, apre le sue porte la mostra “Novecento in laguna, scorci veneziani da collezioni private”. Curata da Marco Dolfin e organizzata dall’Associazione Solid Venice in collaborazione con il Duomo di Mestre, sotto il patrocinio del Comune di Venezia.

L’esposizione presenta al pubblico una selezione di circa quaranta dipinti, per lo più inediti e provenienti da collezioni private, che hanno come fulcro Venezia e il suo paesaggio lagunare. Il periodo preso in esame è quello della prima metà del secolo scorso, un momento storico che verrà ulteriormente esplorato in altri due appuntamenti espositivi autunnali, promettendo un racconto articolato e coinvolgente.
Il Presidente di Solid Venice, Ugo Bovo, anticipa un percorso che si articolerà attraverso diverse epoche e stili, concentrandosi su artisti spesso trascurati dalla critica contemporanea ma che furono indiscussi protagonisti delle grandi esposizioni del loro tempo.
Marco Dolfin, curatore della mostra, spiega l’intento di valorizzare una variegata schiera di artisti, tralasciando le figure già celebri per concentrarsi su talenti meno noti ma altrettanto significativi. Si parte da pittori che hanno mosso i primi passi nel panorama artistico della seconda metà dell’Ottocento, come Francesco Sartorelli e Alberto Prosdocimi, per giungere agli esponenti della prima metà del Novecento, tra cui spiccano nomi come Gennaro Favai e Ugo Cossettini.

Il percorso espositivo si snoda tra varie correnti artistiche, dalla matrice decadente-simbolista al neo-settecentismo, evidenziando le diverse sensibilità degli artisti nel rappresentare la magia e la bellezza di Venezia e della sua laguna. Si incontrano opere suggestive di artisti come Erma Zago, Rodolfo Paoletti, e Alessandro Pomi, che dipingono scenari contraddistinti da un’atmosfera silente e suggestiva.
La mostra non trascura neanche il realismo magico, con un inedito capolavoro di Cagnaccio di San Pietro, né l’evoluzione storica della città lagunare, testimoniata da opere che ritraggono la crescita di Porto Marghera e le sue prime fasi costruttive.
L’esposizione si conclude con la vibrante firma di Antonio Lucarda, noto per la sua produzione scultorea ma altrettanto abile nell’esprimersi attraverso l’acquerello, che dona nuova vita e vigore al vedutismo tradizionale veneziano.
Accanto alle opere esposte, un catalogo curato da Marco Dolfin offre al pubblico un’approfondita panoramica sulle opere e sugli artisti presenti, arricchendo l’esperienza della mostra con dettagliate schede scientifiche e biografiche.
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