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Nove anni senza te, Whitney

11 febbraio 2012 e tu non ci sei più, Whitney. Che tu dicevi sempre: “Il mio più grande demone sono io". Poi l'ultimo atto di una vita tormentata a Beverly Hills in un Hotel. Talento smisurato ed

11 febbraio 2012 e tu non ci sei più, Whitney.

Che tu dicevi sempre: “Il mio più grande demone sono io”. Poi l’ultimo atto di una vita tormentata a Beverly Hills in un Hotel.
Talento smisurato ed eccessi, guinness dei primati e storia del soul, ma anche dipendenze da alcol e droga, il suo personale patibolo. La turbolenza in volo ed in terra con Bobby Brown da cui forse mai riuscì a divincolarsi.
E l’ultimo gala sulle colline di Hollywood dove arriva con le amiche e cantanti Brandy e Monica, Clive Davis lo dava ogni anno, proprio colui che tanti anni prima aveva scoperto la diva.
Ma il capolinea era proprio inciso in quella fermata perché dopo una serata movimentata la sera del 9 febbraio ad un pre-Grammy in cui Whitney non appare al massimo della sua forma vocale e fisica sembra palesarsi un cattivo presagio.
E sabato 11 febbraio, dopo essersi rassicurata con Dionne Warwick per la scelta del tavolo alla festa di Davis il corto circuito divampa repentino, Whitney riempie tragicamente il suo ultimo pentagramma in una vasca da bagno. Non la rivedremo più.
I will i know.

 

Instacult di Mauro Lama

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