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“Noir Time”, da M9 Mestre e’ tempo di un viaggio tra cinema noir e pittura

3 minuti di lettura

Dal 19 settembre al 15 novembre è la Sala Orizzonti del Museo il perfetto luogo per dare vita alla personale di Pietro Finelli, una riflessione autentica sul rapporto tra pittura, cinema noir e i linguaggi della realtà contemporanea.

Camminare nella penombra delle finzioni narrative per smontare le illusioni del presente e restituire alla pittura la sua forza di indagine critica. È questo il cuore di “Noir Time”, la mostra personale di Pietro Finelli — artista, curatore e teorico la cui ricerca indaga il rapporto tra pittura, cinema e costruzione dell’immagine — presentata oggi e curata da Maria Fratelli. L’esposizione, ospitata dal 19 settembre al 15 novembre 2026 nella Sala Orizzonti di M9 – Museo del ’900 e parte del progetto di M9 Contemporaneo, è realizzata in collaborazione con la Fabbrica del Vapore di Milano. 

Noir Time è un progetto espositivo aperto che accompagna da anni la ricerca dell’artista e che, in ogni nuova sede, si riorganizza entrando in dialogo con l’architettura e l’identità dell’istituzione ospitante. Nello spazio del Museo, la dislocazione delle opere e delle installazioni costruisce una vera e propria mappa urbana da attraversare: una topografia visiva che invita il visitatore a muoversi come un flâneur nella città contemporanea, esplorando connessioni, rimandi e cortocircuiti percettivi tra le strutture del museo e le forme della pittura. 

Il percorso riunisce le opere del “periodo d’oro” di Finelli, realizzate negli anni ’90 — caratterizzate da olii su tela e foglia d’oro — e la produzione più recente focalizzata sul tema del noir. Il titolo dell’esposizione allude infatti a una struttura di significati in cui il dubbio e l’ambiguità diventano chiavi di lettura della finzione e dell’artificio che dominano l’esistenza contemporanea. Da diversi anni Finelli indaga il cinema classico noir, interessandosi alla sua capacità di elaborare i conflitti sul piano visivo prima che tematico. I suoi dipinti si configurano come fotogrammi di opere cinematografiche mai girate, dando corpo al concetto di “film senza film”: una pittura che non riproduce il cinema, ma ne ricodifica il linguaggio attraverso un’analisi rigorosa dei meccanismi con cui la realtà viene filtrata e percepita. 

L’allestimento in M9 è arricchito da un arazzo dal titolo Two, Noir LXXXVII, realizzato appositamente per questa tappa in collaborazione con Building Gallery di Milano, oltre che da installazioni al neon e arredi che dialogano con i grandi formati pittorici. La sezione video della mostra ospita la proiezione a rotazione di quattro pellicole di riferimento della cinematografia internazionale: La donna del ritratto (Fritz Lang, 1944), Vertigine (Otto Preminger, 1944), La donna che visse due volte (Alfred Hitchcock, 1958) e Sono Yo No Tsuma (Yasujiro Ozu, 1930). 

“Con Noir Time il Museo prosegue la sua indagine sui linguaggi visivi del presente, sotto l’insegna di M9 Contemporaneo, offrendo al pubblico una mostra in cui la pittura si fa strumento analitico di decodifica della realtà,” dichiara Serena Bertolucci, Direttrice di M9 – Museo del ’900. “Il lavoro di Pietro Finelli si inserisce con naturalezza in questo percorso: nell’epoca della riproducibilità digitale e della stratificazione delle immagini, accogliere un progetto che scompone e ricodifica la grammatica del cinema attraverso la pittura significa invitare i visitatori a esercitare uno sguardo critico e consapevole sulle finzioni e le narrazioni che attraversano la nostra quotidianità.”

“Noir Time è come un Bildungsroman, un romanzo di formazione, nel senso goethiano del termine. In questa quarta e differente tappa in M9, si arricchisce e si caratterizza, rimanendo nel cuore identico alle altre tappe, cioè conoscenza e apprendimento nel corso del tempo attraverso l’arte”, commenta l’artista Pietro Finelli.

“Quella di Finelli è una pittura colta, coltissima, nei riferimenti e nelle intenzioni, una pittura visiva che apre finestre immaginarie sul passato e conduce per mano al centro della scena, per lasciare poi soli nel flusso delle impressioni pronti a commuoversi, a partecipare, per quanto ignari alla sfida che ogni artista ingaggia per conto di tutti alla morte, come insegna Bergman ne Il Settimo sigillo”, dichiara la curatrice della mostra Maria Fratelli.

L’esperienza espositiva sarà accompagnata da un ricco palinsesto di iniziative collaterali pensate per approfondire le tematiche della mostra attraverso sguardi multidisciplinari. Il Public Program vedrà alternarsi visite guidate condotte direttamente dall’artista Pietro Finelli, incontri dedicati ai grandi fatti di cronaca nera con Maurizio Dianese e al rapporto tra arte e cinema con Tommaso Strinati, appuntamenti speciali di divulgazione coordinati dalla Direttrice Serena Bertolucci e format esperienziali creati per coinvolgere i più giovani nei linguaggi e nelle suggestive atmosfere del noir.

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Giornalista pubblicista, cura personalmente rubriche di arte e cinema.
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