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Noelia

2 minuti di lettura

Noelia è il dolcissimo nome di una ragazza spagnola. La vicenda triste di questa giovane sta interessando i media e spaccando in due l’opinione pubblica. Solo alcuni anni fa è stata approvata in Spagna la legge sull’eutanasia. Così Noelia si è rivolta alle autorità per ottenere per lei l’eutanasia. E poche ore fa è stata rispettata e realizzata la sua richiesta.

Perché tanto clamore? Perché Noelia non era affetta da una malattia incurabile e gravemente invalidante, era molto depressa. La sua infelicità partiva da lontano. Da ragazzina era stata violentata. Erano stati fatti diversi interventi di cure psicologiche e psichiatriche senza avere risultati. Noelia si sentiva sola e incompresa e voleva morire. Così fece lanciandosi nel vuoto. Non era morta ma i gravi traumi della precipitazione la avevano resa invalida. Costretta per sempre ad una carrozzina senza poter più muoversi in autonomia. Da qui la sua decisione di rivolgersi alle autorità per porre fine alla sua esistenza.

È qui che il paradosso si compie: lo Stato, che non è riuscito a proteggerla dalla violenza né a guarirla dal dolore invisibile, si è dimostrato invece efficacissimo nell’ assecondare il suo desiderio di farla finita. La rapidità con cui è stata accolta ed eseguita la sua volontà ha destato molto scalpore perché si è diffusa la notizia, non sappiamo se falsa o vera, che, avendo Noelia autorizzato il trapianto dei suoi organi dopo la sua morte, c’erano in attesa diverse persone che aspettavano la sua fine.

Noelia è un nome non frequente e comune in Spagna perché deriva dal francese e significa Natale. Il nome Noelia evoca la nascita, la luce, la speranza del Natale. Eppure, la cronaca recente ci consegna una storia di segno opposto, dove il nome della “festa della vita” si è intrecciato con il freddo protocollo di una morte assistita. La vicenda di questa giovane donna spagnola non è solo un caso giudiziario o medico; è lo specchio di una società che sembra aver smarrito la capacità di curare l’anima, preferendo la sbrigativa soluzione del “fine vita”.

Il Natale è una festa di nascita, la celebrazione della nascita del Salvatore del Mondo! Gesù è venuto al mondo per infondere un messaggio di speranza e di nuova vita. Per Noelia non è stato così! La burocrazia con il suo arido cinismo ha prevalso. Ha eseguito una volontà malata sacrificandola alla ideologia e alla necessità.

Tutti vorremmo decidere quando e come morire ma non è giusto affidarci alle decisioni di comitati che in nome della legge decidono per noi. Se oggi la gente discute sulla decisione di Noelia e sulle scelte opportunistiche e ideologiche di un gruppo di individui che accetta di rappresentare la volontà di una persona e può decidere se deve vivere o morire, tutto questo e’ un forte richiamo alla coscienza individuale e collettiva. Ogni vita è importante ed essenziale per la vita di tutti e Noelia ha privato l’umanità di una presenza che ci dovrà sempre e comunque ricordare la nostra fragilità, la carità e la speranza come ogni Natale della nostra vita.

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