Il distretto muranese conta 160 imprese e ha aumentato il fatturato del 72% in dieci anni. Banca Ifis: cresce la richiesta di finanziamenti per innovazione, tecnologia ed export.
VENEZIA. Un’isola di appena un chilometro quadrato capace di generare 288 milioni di euro di valore economico e di dare lavoro a oltre 900 persone. È il peso del distretto del vetro di Murano, una delle espressioni più riconoscibili del Made in Italy nel mondo, fotografato da un’analisi realizzata dall’Ufficio Studi di Banca Ifis in occasione della decima edizione di The Venice Glass Week, in programma dal 12 al 20 settembre 2026 tra Venezia, Mestre e Murano.
Il distretto conta oggi circa 160 imprese, che complessivamente fatturano quasi 180 milioni di euro, con una crescita del 72% rispetto al 2015. Gli addetti sono 928, contro i 819 di dieci anni prima.
Numeri che raccontano una realtà produttiva capace di conservare una tradizione secolare e, allo stesso tempo, di continuare a creare occupazione e ricchezza.
«Siamo felici di sostenere la The Venice Glass Week, manifestazione che valorizza una delle maggiori peculiarità del nostro territorio veneziano», dichiara Michele Balice, Capo Area di Banca Ifis nel Nordest. «Murano rappresenta uno straordinario esempio di come le eccellenze del Made in Italy possano essere al tempo stesso custodi di una tradizione secolare e protagoniste dello sviluppo economico dell’intero Paese».
Un valore che va oltre le fornaci
Il dato dei 180 milioni di euro di fatturato delle imprese muranesi non esaurisce l’impatto economico della filiera.
Considerando infatti l’indotto generato dalle attività legate al vetro – dalle materie prime all’energia, dalla logistica alla distribuzione, fino alle attività creative e alla comunicazione – il valore complessivo raggiunge 288 milioni di euro.
Circa 108 milioni di euro di fatturato vengono infatti attivati presso altri comparti produttivi e di servizio.
La filiera coinvolge innanzitutto gli input necessari alla lavorazione del vetro, ai quali è riconducibile il 44% del valore intersettoriale. Un ulteriore 13% riguarda energia e utilities, a conferma dell’elevata intensità energetica del comparto. Logistica e distribuzione rappresentano il 18%, mentre il 7% interessa le industrie creative, dal design alla comunicazione.
A questi numeri si aggiungono circa 45 milioni di euro di retribuzioni distribuite ai lavoratori della filiera, oltre alle ricadute sulla finanza pubblica attraverso imposte e tasse.
Dieci anni di crescita
L’analisi di Banca Ifis evidenzia una crescita significativa del distretto nell’ultimo decennio.
Tra il 2015 e il 2025 le imprese attive sono passate da 114 a 160, mentre il fatturato complessivo è cresciuto da circa 104 a 180 milioni di euro, segnando un incremento del 72%.
Anche l’occupazione ha registrato un andamento positivo: gli addetti sono aumentati da 819 a 928.
Una crescita che, dunque, non riguarda soltanto il numero delle imprese, ma la capacità dell’intero sistema produttivo di generare valore e lavoro.
La sfida dell’export e della tecnologia
Accanto ai dati positivi emerge però una necessità sempre più evidente: sostenere la crescita delle imprese.
Molte realtà del distretto sono ancora a conduzione familiare e si trovano oggi davanti alla necessità di investire in tecnologia, rinnovare impianti e mezzi operativi e affrontare mercati internazionali sempre più competitivi.
L’internazionalizzazione rappresenta infatti una delle principali opportunità, ma anche una delle sfide per le aziende muranesi. Per coglierla servono capitali, innovazione e capacità di aumentare la dimensione aziendale.
«Oggi il vetro di Murano attira l’interesse internazionale per la sua storia secolare e la sua inimitabile artigianalità», sottolinea Balice. «Si tratta di un comparto industriale che, come Banca vicina alle imprese e con radici a Venezia, guardiamo molto da vicino e accompagniamo con percorsi di sviluppo pensati su misura per quelle imprese che rappresentano il meglio del saper fare italiano».
Banca Ifis al fianco della filiera veneta
Banca Ifis finanzia oggi 325 imprese della filiera italiana del vetro, seguendo diverse fasi della catena del valore: dalla produzione e lavorazione del vetro piano e cavo alle lavorazioni artistiche, fino alle attività commerciali e ai servizi collegati.
In Veneto sono 55 le aziende del comparto sostenute dalla banca, pari al 15,4% del totale nazionale. Gli interventi comprendono operazioni di factoring, finanziamenti, leasing e noleggio, con l’obiettivo di accompagnare le imprese negli investimenti necessari allo sviluppo.
Il sostegno riguarda non soltanto la provincia di Venezia, ma anche i distretti produttivi di Padova, Treviso, Verona, Vicenza e Rovigo.
Valore Venezia, sostegno alle PMI
L’impegno verso il tessuto produttivo regionale passa anche attraverso Valore Venezia, il programma di finanziamento di Banca Ifis rivolto alle PMI venete.
L’iniziativa prevede finanziamenti a medio-lungo termine con importi a partire da 50 mila euro, una durata fino a otto anni e un periodo di preammortamento fino a 24 mesi.
Le risorse possono essere utilizzate per ampliare stabilimenti produttivi, acquistare impianti e macchinari, ristrutturare sedi di lavoro, sviluppare marchi e brevetti e digitalizzare i canali commerciali, comprese le piattaforme destinate ai mercati esteri.
L’obiettivo è accompagnare le imprese in una fase nella quale la tradizione, da sola, non basta più: per continuare a competere sui mercati internazionali servono investimenti, innovazione e capacità di trasformare il patrimonio artigianale in crescita industriale.
Murano resta così un caso emblematico del Made in Italy: una tradizione antica che, lontana dall’essere soltanto memoria, continua a produrre valore, occupazione e attrattività internazionale.
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