Il lungometraggio di May el-Toukhy oltre al Leone d’oro vince anche la Coppa Volpi femminile grazie alla splendida interpretazione dell’attrice Mathilde Arcel. I due Leoni d’argento rispettivamente a Dau per la miglior regia e Possible Love premiato con il Gran Premio della Giuria, mentre a NAZA il Premio Speciale della Giuria. La Coppa Volpi maschile a John Malkovich mentre per quanto riguarda l’Italia solo un’affermazione, il doppio riconoscimento per I figli della scimmia di Tommaso Landucci per la miglior sceneggiatura e a Riccardo Scamarcio come miglior attore nella sezione Orizzonti

Era sicuramente tra i possibili vincitori e questa sera la giuria di Venezia 83 presieduta da Maggie Gyllenhaal dopo aver visionato i 21 film in competizione ha deciso, il Leone d’oro va a Woman Unknown, unico film prettamente femminile. Una storia decisamente forte, con la potenza espressiva che una Mostra del cinema come Venezia ha voluto nel suo novero per poi premiare. Una pellicola con una narrativa esplicita che si immerge nell’immediato dopoguerra in Danimarca, con Marie, la protagonista alla ricerca di futuro per dimenticare un passato fatto di inerzia, violenza e sopraffazioni. Vive e lavora come domestica nell’opulenta casa di Christian, un vedovo benestante che, dopo la morte della moglie non trova di meglio che insidiarla. Lei, intenta a coordinare le altre domestiche in casa si occupa anche della crescita della piccola figlia dell’uomo. E questo scenario sicuramente poco rassicurante un giorno risentirà anche di un altro passato ingombrante di nome Karl, sua vecchia conoscenza, che rischia di rovesciare un paradigma dai piedi d’argilla. Marie, diventerà una donna, una mamma, che difende fragili sicurezze, fiera e coraggiosa. In cerca non solo di rivincite.
Photo Credit by La Biennale di Venezia

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