Pubblichiamo comunicato su MOSE inviato al nostro giornale dalla Senatrice Orietta Vanin:
“LA ZINCONE PROPONE SOLO L’ULTIMAZIONE DELLE OPERE IN MARE: NUOVO CAPITOLO TRISTE PER IL MOSE.
Dobbiamo purtroppo notare che il Mose si arricchisce di un altro triste capitolo.
Passato quasi in sordina, nei giorni scorsi il Provveditore delle Opere Pubbliche per il Triveneto, Cinzia Zincone, spariglia le carte rischiando di buttare all’aria tutto il lavoro svolto sin qui dalla gestione commissariale del Consorzio Nuova Venezia.
Il provveditore ha inviato ai commissari Fiengo e Ossola, nonché al commissario straordinario per il Mose Elisabetta Spitz una bozza di “VII Atto Aggiuntivo” della Convenzione 1991 (Convenzione che regola di fatto i rapporti tra lo Stato e il Consorzio). Un atto che, nella pratica, lascerà fuori tutti gli interventi paesaggistici, morfologici e sull’Arsenale, nonché il Piano Europa per lasciare solo l’ultimazione delle opere in mare.
Secondo il provveditore, l’atto in questione porrebbe fine a ogni contenzioso aperto in quanto, a fronte della perdita di ingenti lavori, alle ditte del Consorzio non verrebbe addebitato più alcun eventuale risarcimento per danni e ritardi. A parte l’ignominia etica di questo maxi-condono, per cui dovremmo sanare situazioni sospese che il cittadino ha già pagato abbastanza, ci troveremmo di fronte a centinaia di cantieri che andrebbero alle calende greche perché il Provveditorato di Venezia non ha né le persone né la struttura per tutte le gare che si dovrebbero fare da qui ai prossimi 5-10 anni per appaltare le attività di progettazione e di esecuzione dei lavori a ditte terze.
Il Movimento 5 Stelle che si è sempre opposto al Mose vuole completarlo, se non altro perché è stato realizzato al 97% ed a questo punto è importantissimo vedere se, oltre ad aver cambiato la natura dei luoghi, ha anche la funzione di proteggere la laguna e la città patrimonio dell’Umanità.
Non si vuole che su un’opera ancora non funzionante e che è costata oltre 5.5 Mld di Euro, si continui a spendere denaro soprattutto per opere già finanziate e che mancano solo di essere eseguite.
Chi vive sul territorio ogni giorno non può che percepire l’iniziativa come una ulteriore frammentazione degli interventi che procrastinerebbe la conclusione dei lavori sia del Mose che di quelli a corredo e di compensazione.
La priorità deve rimanere la conclusione dei lavori prevista per dicembre 2021.
Mauro Coltorti, Presidente della Commissione Lavori Pubblici al Senato
Senatrice Orietta Vanin, commissione Istruzione e Cultura del Senato”
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