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Monastier. Meeting per medici di base su diagnosi e cura oncologica

3 minuti di lettura


Uno studio del National Cancer Institute ha evidenziato che la pandemia di Coronavirus del 2019 (COVID-19) ha portato ad un ritardo nell’assistenza medica negli Stati Uniti con un calo di segnalazione delle patologie (riferite all’area della Georgia e della Louisiana) del 10,2%. Questo fenomeno è simile in tutto il mondo occidentale.


In Veneto le 5 neoplasie più frequenti, nel 2019, sono quelle della mammella (4.817 nuovi casi), del colon retto (3.490) della prostata nel maschio (3.425 casi), polmone (2.925), vescica nel maschio pari a 1.594 nuovi casi. Tra le donne il tumore della mammella rappresenta il 32,7% delle neoplasie femminili, nell’uomo quello alla prostata il 21,2% e al colon-retto nel 12% dei casi di neoplasie maschili.


Dati che nei prossimi anni sono destinati ad essere ampiamente superati causa gli effetti negativi della pandemia Covid 19.
Un ruolo rilevante, per individuare precocemente queste patologie, lo riveste il medico di base che successivamente deve indirizzare il paziente a team organizzati per la cura e guarigione.


Meeting oncologico a Monastier di Treviso il 19 marzo

Per questo motivo il Presidio Ospedaliero “Giovanni XXIII” ha organizzato, nella mattinata del 19 marzo al Park Hotel “Villa Fiorita” a Monastier (TV) un meeting dal titolo “Lo stato dell’arte in oncologia negli anni venti” curato dal Professor Luigi Corti (in foto) Specialista di Oncologia e Radioterapia Oncologica e rivolto proprio a quelle figure che hanno avuto un ruolo essenziale e importante durante la pandemia il medico di base.

Locandina del meeting oncologico


“È importante fare rete ed integrare quanto più precocemente possibile l’assistenza a domicilio territoriale, qualora non riesca più a controllare la sintomatologia o ad effettuare una diagnosi. Veniamo da due anni di pandemia è c’è ora la necessità di instaurare una sinergia tra specialisti e territorio che può avere un valore inestimabile, visto che si parla della salute delle persone e che, proprio per questo, va sicuramente potenziata” ribadisce il Prof. Luigi Corti.


Questo incontro è principalmente indirizzato al dialogo scientifico con i medici di medicina di base che sono il primo filtro clinico del paziente anche oncologico e ha come obiettivo la creazione di una piattaforma costante di interscambio scientifico e culturale al fine dar vita ad un gruppo multidisciplinare allargato al territorio nelle forme anche telematiche più rapide e pratiche che giunga:

  • alla presentazione del caso
  • alla sua discussione tracciando un percorso diagnostico clinico sulla base delle linee guida vigenti in materia.

A tal proposito il Presidio Ospedaliero di Monastier si mette a disposizione per diventare un Polo Oncologico, inserito ovviamente nel contesto della Rete Oncologica Veneta, offrendo al paziente una presa in carico a 360 gradi: dalla diagnosi precoce, attraverso sistemi diagnostici di ultima generazione, all’indirizzo di cura sia chirurgico che medicale.

  • Il servizio radiologico del “Giovanni XXIII” di Monastier è dotato di apparecchiature di ultima generazione con tecniche di diagnosi precoce come la biopsia mammaria ecoguidata che è una pratica esclusiva del Centro e che rispetto a quella tradizionale protegge la donna dalle radiazioni ionizzanti.
  • Il laboratorio è dotato di tutte le tecnologie diagnostiche per il monitoraggio del paziente oncologico.
  • In ambito chirurgico la Casa di Cura è leader nella robotica che utilizza da anni con specialisti operanti nell’ambito urologico e gastrointestinale così come nella chirurgia senologica con interventi a centinaia di donne inseriti nel contesto delle linee guida italiane ed internazionali.
  • Il Reparto di Medicina è un centro di riferimento per la gastroenterologia specialmente per le malattie epatobiliari dove spesso le strutture territoriali fanno riferimento; il servizio di endoscopia gastroenterologica assorbe notevole volume di attività alleggerendo, già ora, le liste di attesa delle ULS della Marca e del Veneto Orientale.

Sono in fase di acquisizione tecnologie innovative come la IORT (Radioterapia intraoperatoria) che consentirà di ridurre, nei casi selezionati, l’iter radioterapico adiuvante con una sola seduta durante la chirurgia (senza ulteriori sedute) e l’Ipertermia che in associazione con le terapie tradizionali aumenta la risposta del 20% nei casi trattati.
Inoltre di recente è stata acquisita la consulenza Oncologica e Radioterapica oncologica di specialisti provenienti da esperienze clinico universitarie di rilievo e inseriti nei contesti delle reti oncologiche nazionali ed internazionali. Tutto ciò per dar vita ad un’attività multidisciplinare con i chirurghi specialisti e prendere in carico, insieme e seguendo i PDTA oncologici, ogni singolo caso.


Si tratta sicuramente di un valore aggiunto per la qualità del trattamento globale del paziente affetto da neoplasia.
Il meeting ha la funzione di valorizzare queste eccellenze ma anche contribuire alla soluzione di criticità croniche, anche a livello nazionale, come le liste di attesa e la fuga extraregionale dei pazienti per lo screening delle patologie oncologiche. L’ abbattimento delle liste di attesa è una priorità della buona pratica clinica, che è già stata adottata dalla Regione Veneto come bandiera per il prossimo futuro, e che il Presidio Ospedaliero convenzionato al SSN vuole supportare ulteriormente.


La partecipazione al congresso consente la fruizione di 4 crediti formativi ECM riconosciuti da Agenas.

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