Il Comune di Mogliano Veneto si schiera contro il progetto di un maxi impianto agrivoltaico in via D’Azeglio, presentato dalla società Alfa Toro S.r.l. Il Sindaco Davide Bortolato, insieme alla Giunta Comunale, ha vagliato un documento di analisi critica che evidenzia le criticità del progetto
Mogliano Veneto. Il documento, insieme alle osservazioni firmate dai cittadini del comitato contro l’opera e redatte dal professor Giovanni Campeol, è stato presentato alla Regione. “In un prossimo consiglio comunale i consiglieri mi daranno mandato per esprimere in sede di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) e in Conferenza dei Servizi in Regione la nostra contrarietà all’impianto di via D’Azeglio così come è stato per quello di via Cavalleggeri” ha dichiarato il Sindaco Bortolato.
Le criticità messe in evidenza
Come per l’impianto fotovoltaico della Sicet in via Cavalleggeri, il Comune ha collaborato con il comitato di cittadini contrari al progetto. “Il nostro consulente si è confrontato e ha lavorato in stretta collaborazione con il professionista incaricato dal comitato dei cittadini, per evidenziare le numerose criticità del progetto. Ne cito una, ovvero che si tratta di un finto agrivoltaico in quanto le coltivazioni previste sotto i pannelli (prato e patate) non sono realmente produttive, ma semplicemente un escamotage per posare i pannelli.”
Il Sindaco Bortolato, nel presentare le osservazioni alla Regione, chiederà l’inchiesta pubblica in presenza, in modo che le controdeduzioni alle osservazioni presentate dalla cittadinanza e dal Comune, vengano esposte dal proponente in un incontro pubblico dedicato, come previsto dalla normativa. L’incontro sarà riservato a chi avrà firmato le osservazioni raccolte dal comitato o ne avrà presentate in autonomia.
Il progetto
L’impianto agrivoltaico proposto, con una potenza di 11.780 kWp, prevede l’installazione di 17.850 pannelli fotovoltaici su un’area di 5,5 ettari, all’interno di una superficie agricola di 17,45 ettari. Saranno realizzate siepi di mascheramento per una lunghezza di 1.914 metri. L’energia prodotta sarà distribuita attraverso cabine di consegna collegate a strutture già esistenti.
“Come già sostenuto per il progetto di via Cavalleggeri riteniamo ugualmente che l’impianto in via D’Azeglio non sia compatibile con il territorio ove è stato localizzato l’impianto, creando un forte impatto paesaggistico. Altre sono le zone idonee del nostro Comune ritenute valide per ospitare questi impianti dove abbiamo già dato il nostro assenso (ex cave, svincoli autostradali…). Un’altra assurdità del progetto è che per collegarsi alla cabina primaria si dovrà attraversare la città con un cavidotto interrato che andrà a rovinare molte strade compreso il Terraglio recentemente riqualificato” ha concluso il Sindaco.
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