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Mogliano, persiste la chiusura delle aree parrocchiali in area Marchesi

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Nonostante l’impegno di Don Samuele e dei volontari, non si riesce a riaprire un luogo che fu di aggregazione giovanile.

Da quasi tre anni persiste la chiusura delle aree parrocchiali adiacenti alla chiesa di San Marco Evangelista, proprio tra il villaggio San Marco e l’area residenziale “Marchesi” a Mogliano.

Quel che per lungo tempo è stata un’area di forte aggregazione per genitori e soprattutto bambini, risulta non fruibile da tempo, inizialmente per i divieti imposti con la pandemia, poi per una riorganizzazione che ha visto i volontari allora presenti, giustamente, rinunciare all’incarico, vista l’età e i solerti impegni in qualità di “nonni”.

Pare però che l’apprezzabile lavoro svolto da queste storiche figure della Parrocchia non sia in qualche modo rimpiazzabile e che il Parroco, voglia intraprendere esclusivamente un percorso pastorale per tutte le attività da svolgersi.

Alcuni abitanti e ragazzi della zona si chiedono, però, visto l’impegno e la volontà del precedente parroco, Don Matteo, come si possa pensare di prolungare a tempo indefinito l’inattività di una struttura rivelatasi, in passato, frequentatissima ed apprezzata, ben curata e che riusciva ad aggregare compagnie di bimbi, mamme, papà e ragazzi, in pomeriggi di socializzazione e aggregazione.

L’area Marchesi, completata nei primi anni Duemila, vantava una serie di esercizi commerciali con un buon afflusso di gente. La Pizzeria San Marco, ad esempio, manteneva un’area riservata a bar molto gradevole. Il panificio funzionava stupendamente ed il negozio d’abbigliamento per bimbi offriva prodotti molto apprezzati.

Col passare degli anni, molte di queste attività si sono ridimensionate, trasferite o sono cessate. Alcune resistono onorevolmente: la pizzeria, ad esempio, ma ha giustamente deciso di dismettere l’attività di somministrazione al banco.

Il collegamento con via Manin e via San Marco resta tuttora chiuso per motivi di ordine viario.

Risulta insufficiente, infatti, la struttura stradale del vetusto villaggio San Marco per supportare un aumento di traffico dovuto da una eventuale apertura del varco alle auto.

Certo è che il non uso dei campi da calcio, da basket, dell’area coperta non aiuta sicuramente la vita del quartiere.

Da più parti si reclama che i giovani possano rientrarci, resta il nodo “custode” e la questione della sicurezza legata sia ai comportamenti durante il gioco che il poter evitare infiltrazioni, in passato rare, di soggetti poco raccomandabili.

Una società sportiva si è offerta di curare le aree e la custodia, assieme alle aperture, in cambio della possibilità di fruirne, parzialmente, per gli allenamenti degli atleti.

Proposta che resta ancora in attesa di risposta.

Da notare come, dopo il COVID, alcuni oratori, che prima erano di libero accesso per i giovani, ora sono fruibili esclusivamente da chi partecipa ad attività della Parrocchia. Come dire: “Aggregati pure, ma solo se…”

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