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Mogliano, miglioriamo la qualità dell’aria, ci aiuterà a sconfiggere anche la diffusione dei virus.

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“Il COVID-19 ha evidenziato ancora una volta le differenti percezioni che hanno molti cittadini e politici di vari livelli e Paesi nei confronti dei rischi cui siamo sottoposti”, dice Stefano Bison (Piazza Civica). Se da una parte c’è una generale consapevolezza del rischio derivante da un virus con conseguenze di breve termine e drammatiche, dall’altra non c’è una percezione delle conseguenze delle crisi ambientali dal momento che hanno effetti sul lungo termine.

E uno dei temi che nelle nostre zone deve essere risolto nel più breve tempo possibile è quello delle emissioni da particolato PM10 e PM2,5.
Una recente relazione della SIMA (Società Italiana di Medicina Ambientale) ha confermato che il PM può fungere da veicolo (carrier) e amplificatore (booster) di frammenti di COVID-19 e che la velocità di incremento dei casi di contagio che ha interessato molte zone del Nord Italia potrebbe essere legata alle condizioni di inquinamento da particolato atmosferico.

 

Per cercare di regolamentare le combustioni che generano emissioni di particolato – continuta Bison – a nome della maggioranza abbiamo presentato una mozione con la quale si da mandato al Sindaco e alla Giunta di promuovere alcune *regole* presso il Tavolo Tecnico di Zona, che si occupa di coordinare le misure per il miglioramento della qualità dell’aria assieme a tutti i comuni limitrofi, perchè l’inquinamento deve essere affrontato su una scala ampia dal momento che il flusso delle polveri non si ferma al confine dei comuni.

 

In particolare abbiamo previsto di promuovere:
1) una campagna di sensibilizzazione sui pericoli per la salute del PM con indicate le principali fonti emissive;
2) una maggiore diffusione e pubblicità delle ordinanze sindacali riguardanti il
contenimento dell’inquinamento atmosferico, con particolare riguardo ai divieti di utilizzo dei generatori di calore alimentati a biomassa legnosa a basso rendimento ovvero in presenza di impianto di riscaldamento principale alternativo;
3) misure per la riduzione delle emissioni di PM derivanti da generatori di calore alimentati a biomassa legnosa, nonchè incentivi per la dismissione dei generatori a biomassa legnosa a basso rendimento e/o sostituzione con generatori ad alto rendimento di ultima generazione – BAT (Best Available Techonlogy);
4) una regolamentazione più stringente dei Panevin in termini di numero, dimensioni, qualità e controllo dei materiali di combustione;
5) controlli e verifiche mirate, anche a campione, della Polizia Locale sul rispetto di quanto disposto dalle ordinanze sindacali in merito all’utilizzo di generatori a biomassa legnosa.

 

 

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