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Mogliano: il welfare comunale per soggetti svantaggiati dà i primi frutto

Grazie alla partecipazione del Comune a progetti di inclusione sociale e professionale, alcuni moglianesi, giovani o appartenenti a categorie protette hanno trovato un lavoro o sono state inserite in percorsi formativi al termine dei quali

Grazie alla partecipazione del Comune a progetti di inclusione sociale e professionale, alcuni moglianesi, giovani o appartenenti a categorie protette hanno trovato un lavoro o sono state inserite in percorsi formativi al termine dei quali la prospettiva di un lavoro è possibile.

 

A un anno dall’avvio delle progettualità legate all’inclusione, quindi, un primo parziale bilancio è assolutamente promettente. Il Comune di Mogliano Veneto aderisce, infatti, in qualità di partner di rete, al Progetto Re.T.I. “Rete Trevigiana per l’Inclusione” che, con finanziamenti europei e regionali, ha il duplice obiettivo di ridurre il numero delle persone a rischio di povertà ed esclusione e di sostenere la persona nel suo percorso di reinserimento nel mercato del lavoro.

 

“La nostra rete di welfare a disposizione delle fasce più deboli della popolazione collabora con altre istituzioni e agenzie del territorio per poter allargare il più possibile le opportunità, nell’ottica dell’inclusione e del prendersi carico di chi è in difficoltà, cercando di non lasciare mai nessuno indietro. Stiamo anche ampliando le opportunità per la creazione di un Patto territoriale che vede il coinvolgimento di più amministrazioni comunali, con l’obiettivo di partecipare ai bandi regionali ed europei in materia di inclusione sociale”, commenta il sindaco di Mogliano Veneto, Carola Arena.

 

Per quanto riguarda il Progetto RETI (AICT), di cui è pronta una nuova edizione, i servizi moglianesi hanno segnalato quattro candidati, di cui uno per le categorie protette, uno dei quali ha concluso positivamente il percorso formativo con tirocinio, al termine del quale ha avuto un contratto a chiamata.

 

Sono stati contemporaneamente rilevati anche altri risultati a livello “individuale” legati all’autostima e all’attivazione di altri percorsi di rafforzamento professionale e formativo. Altri candidati sono stati segnalati per diversi colloqui e sono in attesa di un inserimento lavorativo.

 

Tre tirocinanti su quattro segnalati dai servizi per il Progetto “Patto territoriale” in collaborazione con Caritas Tarvisina e cooperativa ERGA hanno ottenuto al termine del percorso un contratti di lavoro, anche tramite l’inserimento nel percorso di Garanzia Giovani, che prevede un iter formativo e la possibilità di partecipare a tirocini, prima di affrontare il passaggio finale verso un lavoro.

 

Inoltre, nell’ambito dei percorsi di accompagnamento educativo alla ricerca lavorativa che sono svolti dai servizi comunali con l’intervento di un’educatrice esterna, sono state circa venti le persone che seguite per la compilazione dei CV e per gli accompagnamenti educativi. Grazie alla partecipazione della rete di Ecipa, infine, alcune persone hanno potuto partecipare a percorsi di un altro bando specifico per le categorie protette, tutti conclusi positivamente.

 

“In un periodo difficile sul fronte del lavoro, soprattutto per disoccupati di lungo periodo e per situazioni svantaggiate, crediamo che già solo il sostegno formativo che aumenta autostima e consapevolezza delle persone seguite dai nostri servizi dei propri mezzi sia una gran spinta, anche se naturalmente il nostro obiettivo rimane quello di concludere i percorsi con un vero lavoro e per questo siamo impegnati”, conclude l’assessore alle Politiche sociali Tiziana Baù.

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