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Missioni mediche in Sierra Leone: speranza e cure portate da medici veneti

5 minuti di lettura

Cinque medici e operatori sanitari veneziani e trevigiani sono rientrati dalla missione medica in Sierra Leone. Si tratta di un’iniziativa lodevole che vede coinvolti questi sanitari, i quali si recano in Sierra Leone a proprie spese e durante i loro periodi di vacanza.

Sono appena rientrati dalla prima di cinque missioni mediche, previste per il 2024. Sono i medici e sanitari trevigiani e veneziani che a Lokomasama, piccolo paesino della Sierra Leone, stanno dando speranza di cure ad uno tra i più poveri popoli al mondo. Lì manca tutto, anche il cibo. La sanità è a pagamento e considerati gli stipendi medi, che variano dai 40 ai 50 euro al mese, molte persone non riescono a curarsi e talvolta muoiono per mancanza di strutture mediche gratuite.

Una semplice tac – che per essere effettuata obbliga a recarsi nell’ospedale della capitale – arriva a costare 350 euro, l’equivalente di quasi un anno di lavoro. Quei pochi che riescono ad arrivare in tempo nelle strutture sanitarie “pubbliche” trovano ospedali fatiscenti e devono pagarsi le garze, i cerotti, le medicine e addirittura il materiale per gli interventi chirurgici.

Centro Medico a Lokomasama


Creato un centro salute che offre cure gratuite

Essenziale è il supporto fornito da Around Us Onlus, l’associazione trevigiana diretta dall’urologo Massimo Dal Bianco con le missioni mediche presso il “Love Bridges Health Center” di Lokomasana. Grazie a Padre Ignazio Poddighe, missionario della Sardegna e del suo gruppo “Love Bridges Onlus” è stata creata una vera e propria cittadella della salute, dedicata a “Giovanni Paolo II”. Un centro di sanità qualificata, capace di offrire cure mediche gratuite e di qualità, grazie a tanti volontari italiani e veneti in particolare.

Dopo le quattro missioni mediche effettuate nel 2023, il 2024 prevede cinque nuovi viaggi di cui uno con alcuni sanitari dell’Ospedale Gemelli di Roma. I volontari vanno sul posto a titolo gratuito, il più delle volte durante le loro ferie e i medici, addirittura, si autotassano pagandosi tutto, dal biglietto d’aereo al vitto e all’alloggio.


Circa 40 interventi chirurgici nella prima missione

La prima missione di quest’anno ha visto la partenza da Treviso, lo scorso 26 gennaio, del dottor Massimo Dal Bianco Urologo veneziano e Presidente di Around Us Onlus, del professor Annibale D’Annibale chirurgo generale trevigiano, di Stefania Sterlicchio anestesista veneziana, di Martine Mazzon strumentista e Sara Nalin assistente di sala a Monastier di Treviso.

Quando siamo arrivati sul posto abbiamo trovato ad attenderci una lunga fila di persone. Il primo giorno abbiamo fatto le visite e poi abbiamo iniziato subito ad operare, dalla mattina presto fino a tarda sera“. Nei giorni successivi ha parlato di loro anche la televisione locale, con un servizio giornalistico nel telegiornale, che ha messo in luce il supporto sanitario dato alla popolazione.

Gozzo tiroideo donne Sierra Leone

L’intera equipe, nel corso delle due settimane ha svolto circa 40 interventi chirurgici, anche complessi. Di questi oltre una decina sono stati di tiroidectomia parziale. In Sierra Loene, interventi di questo tipo hanno un costo fino a 1.000 euro, ma che i medici di Around hanno fatto gratuitamente.

 “Può sembrare paradossale, ma siamo ripagati alla grande” commentano i medici dalla sede di Around. “Siamo stati ripagati dalla gioia delle donne che tornano a vivere dignitosamente dopo che sono stati tolti loro gozzi tiroidei anche di 20 centimetri che deturpavano il volto e per i quali venivano escluse dalla società; dalla felicità di chi è stato operato di prostata con catetere a dimora e che quando siamo andati via  ha potuto riprendere le sue funzionalità fisiologiche per via naturale o da chi è tornato a sperare dopo che gli è stato tolto un tumore allo stomaco“. Commenta il dottor Dal Bianco.


L’appello a medici e sanitari a partecipare alle missioni mediche

“In Sierra Leone con c’è diagnostica con immagini, si opera con diagnosi clinica solo quello che si vede e si sente attraverso la semeiotica” Continua D’Annibale. Ecco perché un’esperienza di questo genere, in particolare per i giovani medici specializzandi, potrebbe essere una palestra clinica.

Lanciamo l’appello a tutti i medici e sanitari che vogliono venire in Sierra Leone” prosegue il dott. Dal Bianco.”L’associazione si occuperà anche di formarli preventivamente in modo tale che seguano un protocollo. Ciò di cui dovranno essere dotati è sicuramente una grande elasticità, saper lavorare in gruppo e andare con uno spirito di servizio in grado di affrontare situazioni che nei paesi occidentali difficilmente immaginiamo. Ma sarebbe sicuramente una grande esperienza, come lo è ogni volta anche per tutti noi” continua.

Il centro sanitario a Lokomasana è stato creato con il prezioso supporto della Onlus “Gli Occhi della Speranza” di Castiglion Fiorentino, in provincia di Arezzo. Dal 2008 ad oggi ha costruito tutto ciò che può servire ai medici e pazienti: un compound dove alloggiano i sanitari in missione dotato di pannelli fotovoltaici per garantire l’autosufficienza nella produzione di energia elettrica; una rete di distribuzione idrica fondamentale per l’igiene; un’area degenze con oltre 20 posti letto e una sala operatoria completa di tutta l’attrezzatura necessaria per eseguire interventi chirurgici, anche i più complessi, in tutta sicurezza.

Se questo è stato possibile, lo si deve in gran parte al Presidio Ospedaliero “Giovanni XXIII” di Monastier, dove lavorano molti dei sanitari che si offrono per le missioni mediche.

Con dei container la struttura sanitaria trevigiana ha fatto arrivare a Lokomasama una colonna video laparoscopica, con la quale già l’anno scorso sono stati eseguiti i primi interventi laparoscopici in Sierra Leone, un bisturi elettrico bipolare, un’autoclave per la sterilizzazione degli strumenti, ma anche materiale essenziale come farmaci, garze, un monitor, un defibrillatore e una lavatrice per lavare i teli delle sale operatorie. Inoltre, grazie alle numerose donazioni, Around Us ha acquistato un ventilatore e un concentratore di ossigeno per l’anestesia generale che ora fa parte dell’equipaggiamento standard del centro sanitario per le future missioni mediche.

“Ci aspettiamo che questo progetto continui, e perché continui abbiamo bisogno di chirurghi, urologi, strumentisti, infermieri di sala” afferma il dottor Dal Bianco. “Se potessimo organizzare sei missioni all’anno, da novembre a maggio, sarebbe un grande risultato, in quanto ci consentirebbe di diminuire il periodo di assenza di sanitari in loco che ora, tra una missione e l’altra, è di circa 40 giorni. Periodo durante il quale anche una semplice appendicectomia potrebbe risultare fatale.”

“Quando andiamo là, ci mettiamo completamente a disposizione per migliorare il benessere delle persone e per sviluppare ulteriormente il centro che ora è in grado di svolgere anche interventi chirurgici complessi” ribadisce la strumentista Martine Mazzon. “Ora tutto è ben organizzato. Durante la prima missione medica di gennaio, abbiamo svolto anche un’importante opera di catalogazione e informatizzazione, effettuando l’inventario di tutto il materiale per agevolare il passaggio di consegne con le missioni successive”.


Progetti futuri

Tra i progetti futuri vi è anche la realizzazione di un alloggio per i volontari e l’ampliamento delle sale degenze.

“Questo è il presupposto affinché le cose possano progredire- Continua Dal Bianco. Siamo partiti con una stanza ed ora è attrezzata per svolgere chirurgie complesse come resezioni gastriche per tumori dello stomaco, interventi per neoplasie al seno con svuotamento ascellare e rimozione di fibromi uterini. Una sfida che dobbiamo continuare a sostenere noi come medici volontari e le tante persone benefattrici che negli anni hanno supportato il progetto di Around Us Onlus attraverso le donazioni dirette o il loro 5×1000″ ricorda Massimo Dal Bianco. “Come Onlus siamo impegnati in modo significativo e potremmo fare ancora di più. Per questo rinnoviamo l’appello ai medici che volessero partecipare alle missioni mediche e agli eventuali donatori di aiutarci a portare avanti i progetti sanitari e di istruzione per la Sierra Leone”.


Il tuo 5×1000 ad Around Us Onlus

Un prezioso aiuto per garantire la continuità di tali iniziative può essere dato da chiunque lo desiderasse destinando il proprio 5×1000 all’associazione Around Us Onlus di Monastier, indicando sulla propria dichiarazione dei redditi il codice fiscale dell’associazione 94139530268, oppure facendo una donazione ad Around Us Onlus sul C/C Iban IT98 D 08356 61810 000000111369.

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