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Miseno riemerge dal mare: straordinario recupero di reperti romani nei fondali del porto antico

2 minuti di lettura

Rinvenuti due architravi marmorei e un frammento di colonna nel sito sommerso della Classis Misenensis: un intervento storico per la valorizzazione del patrimonio archeologico subacqueo dei Campi Flegrei

BACOLI (NA) – Un’operazione archeologica subacquea senza precedenti, avvenuta nella giornata di martedì 24 giugno, ha riportato alla luce importanti reperti di epoca romana nei fondali antistanti il porto di Miseno, a Bacoli. Nei pressi dell’antico approdo della colonia di Misenum, sede della potente Classis Misenensis — la flotta imperiale più strategica dell’Impero romano nel Mar Tirreno — sono stati individuati e recuperati manufatti marmorei di eccezionale valore storico e culturale, testimoni del glorioso passato dell’area flegrea.

L’intervento rientra in un ampio programma di tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico sommerso dei Campi Flegrei, uno dei siti subacquei più rilevanti del Mediterraneo. Cuore delle indagini è stato un vasto cumulo archeologico sottomarino, esteso per circa 90 metri tra Punta Terone e Punta Pennata, a una profondità variabile tra i 5 e i 9 metri. Qui, sin dagli anni ’80, erano stati segnalati rinvenimenti occasionali; un primo scavo nel 1996 rivelò statue, colonne e altri elementi architettonici, oggi conservati presso il Museo Archeologico dei Campi Flegrei.

A differenza di un crollo accidentale, il cumulo si presenta come un deposito intenzionale di materiali edilizi, probabilmente creato in epoca post-antica per costruire una barriera protettiva contro le mareggiate, simile alle moderne dighe frangiflutti. La teoria è avvalorata dalle tracce di usura e di esposizione agli agenti atmosferici presenti su alcuni frammenti architettonici.

A un anno dalla firma del Protocollo d’intesa tra la Soprintendenza e il Comune di Bacoli, fortemente voluto dal sindaco Josi Gerardo della Ragione e dal vicesindaco con delega alla Cultura Mauro Cucco, sono state avviate attività di indagine indiretta nell’area portuale. Tra queste: rilievi fotogrammetrici 3D, immagini iperspettrali e mappature di dettaglio, che hanno permesso di selezionare alcuni reperti idonei al recupero.

Grazie alla collaborazione tra Soprintendenza, Carabinieri Subacquei del Nucleo di Napoli, Guardia Costiera e Guardia di Finanza, sono stati recuperati due architravi marmorei decorati e un frammento di colonna in marmo cipollino, sollevati delicatamente con palloni e trasportati via mare. I reperti saranno ora sottoposti a desalinizzazione e restauro presso il Parco Borbonico del Fusaro, per essere successivamente esposti in una mostra permanente nelle sale del Palazzo dell’Ostrichina, messo a disposizione dal Comune.

“La scoperta aggiunge un tassello prezioso alla ricostruzione del paesaggio urbano e simbolico della colonia di Miseno”, ha dichiarato Mariano Nuzzo, Soprintendente e presente durante tutte le fasi dell’operazione. “Questi frammenti architettonici, con ogni probabilità parte di edifici pubblici legati al potere imperiale, testimoniano la centralità culturale e politica del sito nel Mediterraneo antico”.

Entusiasta anche il sindaco di Bacoli, che ha definito l’intervento “una giornata storica” per la città: “Recuperare meraviglie dal fondale marino significa accendere i riflettori su un patrimonio che arricchirà l’offerta culturale e turistica dei Campi Flegrei, dove storia e natura convivono da millenni”.

A suggellare l’eccezionalità dell’evento, una diretta streaming subacquea, trasmessa in tempo reale grazie alla tecnologia Naumacos, ha permesso al pubblico di seguire ogni fase del recupero, in linea con i principi della Convenzione Unesco per la tutela del patrimonio culturale sommerso.

Un progetto che non solo celebra il passato, ma guarda al futuro, facendo dell’archeologia e della valorizzazione culturale un motore di sviluppo sostenibile per tutto il territorio flegreo.

Immagini fornite dal Ministero della Cultura

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