Un bilancio dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 tra molti acuti, record, ma anche momenti tragicomici
CORTINA – Dopo sedici giorni ricchi di emozioni si sono chiusi i Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Un’edizione da record non solo per la partecipazione italiana e i risultati. La formula delle prime Olimpiadi diffuse ha decisamente funzionato nonostante i vari dubbi iniziali.
L’Italia si è dimostrata un Paese accogliente, organizzato, ricco di cultura e bellezza. Il cibo l’ha fatta da padrone (basti pensare a tutte le story sui social dei vari atleti mentre celebravano la pasta, il Tiramisù ma anche la Polenta), ma anche le nostre montagne e la forza soprattutto delle nostre donne, capaci di conquistare cinque ori solo in gare singolari sulle 10 totali. Sono molte le immagini che scorrono davanti agli occhi ripensando a questa storica edizione casalinga. Le abbiamo volute dividere tra i momenti migliori, peggiori e un po’ più tragicomici.
Momenti top
Quando un’Olimpiade va bene da tutti i punti di vista, sono tantissimi i momenti indimenticabili. Sicuramente la Cerimonia di Apertura è uno di questi con il momento più alto raggiunto dal viaggio verso lo stadio per le vie di Milano del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della Presidente del CIO Kirsty Coventry in uno storico Tram guidato da Valentino Rossi.
Sono moltissime poi le immagini iconiche che rendono Milano Cortina unica. Innanzitutto le 30 medaglie per l’Italia di cui 10 ori, sei argenti e quattordici bronzi. Un record storico che cancella il precedente di venti conquistato a Lillehammer 1992.
Tra queste sicuramente valgono un discorso a parte le doppiette d’oro di Francesca Lollobrigida e la sua corsa verso il figlio, e quella impossibile e inimmaginabile di Federica Brignone. Una delle foto più iconiche di questa edizione è di certo quella in cui ritrae le due atlete arrivate secondo inginocchiarsi di fronte alla Tigre di La Salle.
Storica invece la prestazione di Arianna Fontana. Per lei tre medaglie (oro nella staffetta mista, argento nei 500 individuali e argento nella staffetta mista) che, aggiunte alle precedenti, dicono quattordici. Record assoluto per un atleta (donna o uomo) italiano e secondo mondiale nella storia dei Giochi Invernali dietro solo alla fondista norvegese Marit Bjørgen (15). Meravigliosa poi la chiamata a sorpresa ricevuta dal Presidente Mattarella.
Sul podio con la portabandiera azzurra nella staffetta mista va anche Pietro Sighel che ci dona una delle foto simbolo di questi Giochi arrivando al traguardo di spalle mentre già sta gioendo. Forse questo l’ha un po’ penalizzato nelle gare successive, ma rimane senza ombra di dubbio uno dei momenti più esaltanti dei Giochi.

Meraviglioso anche il doppio oro in soli 63 minuti nello slittino doppio femminile e in quello maschile. A salire sul primo gradino del podio sono prima Andrea Voetter e Marion Oberhofer e poi Emanuel Rieder e Simon Kainzwaldner.
Come non soffermarsi poi alla 10 km di fondo. La messicana Regina Martinez Lorenzo di lavoro fa il medico al Pronto Soccorso di Miami. Si cimenta comunque in una gara lunga e difficile e arriva ultima a undici minuti di distacco. Ad attenderla le prime tre classificate: le svedesi Frida Karlsson ed Ebba Andersson e la statunitense Jessie Diggins che la incitano e la abbracciano.
Passiamo poi alle tante emozioni regalateci dal pattinaggio artistico. Su tutte la coppia giapponese composta da Riku Miura e Ryuichi Kihara sulle note del Gladiatore e con la voce di Bocelli. La serata precedente lui aveva commesso qualche errore penalizzandoli notevolmente in classifica ed era uscito sconsolato. Non riusciva a darsi proprio pace. Il giorno seguente l’apoteosi. Una prova perfetta con record di punteggio, tutto il palazzetto in piedi e un pianto liberatorio alla fine.
Da sottolineare anche la storia di Alysa Liu. Campionessa a soli 16 anni a Pechino 2022 decide di ritirarsi. Torna alle competizioni due anni dopo con un suo stile, decidendo lei musiche, pezzi e costumi. Il suo programma libero è sensazionale e il suo oro ancora più incredibile.
Un ultimo plauso va ai giornalisti Rai che, nonostante la figuraccia della Cerimonia di Apertura fatta dall’ex direttore Paolo Petrecca, riescono a coprire egregiamente tutte le gare disponibili. Un plauso va soprattutto a Sabrina Gandolfi e le sue Notti Olimpiche. Ha ricordato un po’ il format de Il circolo degli anelli, Stefania Belmondo non è Sara Simeoni, ma ha reso piacevole il riassunto della giornata olimpica grazie anche agli approfondimenti, l’ironia e la preparazione dei suoi ospiti.
Momenti flop
La riuscita eccezionale di queste Olimpiadi è data anche dai pochissimi momenti deludenti. Al primo posto va di certo la grottesca telecronaca della Cerimonia di Apertura condita di errori pacchiani, mancanze e logorroiche spiegazioni.
Una gran nota di demerito va al CIO per la squalifica dell’atleta ucraino di skeleton Vladyslav Heraskevych. Già nelle prove aveva indossato un casco con le foto di 21 atlete e atleti ucraini uccisi durante la guerra. Un pensiero a persone che avrebbero dovuto essere lì con lui, non un atto politico.
Così non è stato però interpretato dal Comitato Olimpico Internazionale secondo il quale il casco non rispetta la regola 50 della Carta Olimpica, che proibisce “ogni tipo di manifestazione o propaganda politica, religiosa o razziale”.
Come poi non menzionare l’incredibile rissa nella partita di hockey tra Canada e Francia. Pierre Crinon e Tom Wilson prima si spingono e poi si prendono a pugni di fronte a un pubblico esterrefatto. Un fatto abbastanza comune nel nord America ma non in Europa e soprattutto non alle Olimpiadi dove non si assisteva a niente di simile da Nagano 1998.
Personalmente metterei anche tra i momenti peggiori di queste Olimpiadi anche la performance di Achille Lauro come momento finale dei Giochi. L’artista romano esegue la sua canzone Incoscienti giovani. Avrei preferito sinceramente una canzone più conosciuta se non altro anche all’estero.

Momenti tragicomici
Come in ogni manifestazione ci sono anche dei momenti che diventano virali non per la bellezza o la delusione. Ma per la loro tragicomicità.
Su tutti il pianto disperato del norvegese Sturla Holm Lägreid dopo aver vinto la medaglia di bronzo nella 20 km individuale di biathlon. Il pensiero va subito al suo compagno di squadra recentemente mancato. No. L’atleta spiega di esser stato lasciato dalla fidanzata dopo averle confessato di averla tradita.
Non possiamo poi non menzionare il cane lupo cecoslovacco Nazgul che taglia il traguardo al terzo posto durante le qualifiche della gara femminile di sprint a squadre sulla Val di Fiemme.
Il norvegese Atle McGrath è primo dopo la prima manche di slalom. Nella seconda inforca sul primo cambio di pendenza. Lancia sci e bastoncini e corre verso il bosco per poi cadere a terra, mettersi le mani sul volto e lasciarsi andare a un pianto liberatorio.
Il giornalista Xavier Jacobelli durante Notti Olimpiche comunica che il Presidente Trump verrà in Italia se la Nazionale Usa andrà in finale di Hockey. Evelina Christillin, già Presidente del comitato organizzatore di Torino 2006, commenta: “Diciamo che c’è un certo terrore, dai, è come se venisse Voldemort“
Tra i momenti solo tragici c’è il bruttissimo incidente occorso a Lindsey Vonn. Evento che però ci ha regalato uno dei momenti più trash di queste Olimpiadi. Sua sorella Karin Kildow ha postato sul suo profilo Instagram un video per ringraziare i medici italiani con queste parole: “Cancellate le app di incontri: andate nei pronto soccorsi italiani“
Photo Credits: Simone Ferraro/Claudio Scaccini/CONI
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