Ieri pomeriggio l’ispezione pomeridiana dei Vigili del Fuoco. Durante la notte la messa in sicurezza.
Poco dopo le 14.30 di ieri, i vigili del fuoco sono intervenuti sul cavalcavia ferrovia di Via Miranese a Mestre per la segnalazione di intonaco pericolante da parte di alcuni passanti.
I pompieri intervenuti dal locale comando, anche con il funzionario di guardia, hanno riscontrato varie parti di intonaco ammalorato, a rischio di distacco, con caduta sui binari ferroviari o sui convogli in transito.
In accordo con RFI e la Polfer si è agito sulla parte pericolante più esterna ai binari, dove non era previsto nessun transito di treno, distaccando alcune malte.
L’intervento sulle altre parti è stato effettuato questa notte dai Vigili del Fuoco, con la circolazione dei treni la corrente interrotte, in modo da poter lavorare in sicurezza dal cestello dell’autoscala.
L’intervento richiama la recente tragedia del bus che, precipitando in via della Pila, ci porta a piangere 21 vittime e numerosi feriti.
Sono al vaglio degli inquirenti le cause che han portato il bus ad appoggiarsi per ben 26 volte al guardrail, prima di precipitare nel vuoto per diversi metri.
Malore del conducente o guasto tecnico le ipotesi più accreditate.
Ma se i sistemi di contenimento fossero stati adatti ad impattare un mezzo elettrico di 13 tonnellate, probabilmente le conseguenze sarebbero state quantomeno lievi.
Dai rilievi effettuati nelle prime perizie, risulterebbe che il mezzo abbia iniziato a tangere il guardrail a 36 chilometri orari e sia poi precipitato a 6.
La soletta di cemento della banchina, spessa appena 5 centimetri, è ceduta, causando in ribaltamento nel vuoto.
Sorge, forse, un pensiero: siamo davvero pronti a una transizione ecologica, considerando che la viabilità attuale possa non esser adatta ad alcuni mezzi elettrici e al loro peso? Siamo certi che gli impedimenti burocratici siano così costrittivi, al punto da ritardare i lavori per anni, necessari per la sicurezza dei cittadini?
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