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Mestre. Festival della Politica, grande successo di pubblico

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Organizzato in tempo di Covid, con misure di distanziamento ed eventi a prenotazione obbligatoria, il Festival della Politica ha vinto la sua scommessa di ripopolare il Centro di Mestre con un’edizione in presenza e in piena sicurezza. Sono migliaia le presenze registrate ai 58 eventi della rassegna, quest’anno dedicata al “Potere delle donne”. Sviluppatasi tra mercoledì 8 e domenica 12 settembre, il Festival ha coinvolto nelle sue 7 location 94 ospiti, tra relatrici e relatori

Nella serata di ieri,  domenica 12 settembre, con Piazza Ferretto piena di cittadini arrivati per assistere all’incontro tra Maurizio Molinari, Chiara Valerio, Elisabetta Camussi e Marco Filoni, si è chiuso il decimo Festival della Politica, che aveva preso il via con l’Anteprima di mercoledì scorso e il cui intenso programma è proseguito fino alla notte di ieri popolando per cinque giorni il centro di Mestre con decine di incontri, dibattiti e spettacoli.

Sono migliaia le persone che complessivamente hanno assistito in presenza agli eventi di questo Festival, organizzato dalla Fondazione Gianni Pellicani in collaborazione con M9 – Museo del ’900, Fondazione di Venezia e il Comune di Venezia, e nel quale si sono alternati ben 94 tra relatrici e relatori, distribuiti in 58 eventi che hanno coinvolto 7 location: le piazze del centro di Mestre, gli spazi dell’M9 District, il Teatro Toniolo.

«Quest’anno l’organizzazione del Festival è stata più complessa», osserva il direttore del Festival, Nicola Pellicani, «Tutti gli eventi erano a prenotazione obbligatoria, e presso le location è stato effettuato a tutto il pubblico il controllo del green pass, per assicurare un Festival in sicurezza. Ma lo sforzo straordinario messo in campo da tutta l’organizzazione, dai partner allo staff alle decine di volontari che ci hanno aiutato a dare vita a questa decima edizione, ci ha permesso di vincere la scommessa di un Festival in presenza e in piena sicurezza, riducendo al minimo i disagi per il pubblico. Il pubblico non si è lasciato intimidire da un sistema di accesso agli eventi più complesso rispetto agli anni scorsi: la grande partecipazione registrata agli eventi dimostra quanto la formula del Festival sia estremamente attuale, oggi più che mai. Portare un confronto sull’attualità serio e meditato, insieme a ospiti di grande autorevolezza, approfondire gli argomenti, creare occasioni di riappropriazione degli spazi pubblici nel segno della cultura: sono cose di cui oggi c’è un estremo bisogno.
Abbiamo parlato di temi importanti, decisivi per il futuro dell’Italia e del mondo: anzitutto la questione femminile e il nodo della parità di genere, ma anche il dramma dell’Afghanistan (affrontato anche con la partecipazione di Zahra Ahmadi e della moglie di Gino Strada, Simonetta Gola), il tema della ripartenza del nostro Paese e quello della salute come priorità delle future agende politiche nazionali e internazionali. I cittadini hanno premiato questa volontà di riflettere su temi non facili, ma che riguardano il futuro di tutti noi».

Come testimonia il sistema di prenotazione predisposto per assicurare il pieno rispetto delle norme di sicurezza anti-Covid. nella maggior parte dei casi le richieste di partecipazione agli eventi sono state molto superiori ai posti disponibili, quest’anno fortemente limitati dalle norme di distanziamento.

E se per il rispetto delle norme anti-Covid e il conseguente contingentamento dei posti non tutti hanno potuto assistere in presenza agli eventi, il Festival ha offerto una copertura online degli eventi che ha ampliato senza limiti la platea dei dibattiti.

Anche quest’anno la comunicazione sui social network, come sempre curata dallo studio Mab21, ha animato la “piazza virtuale” su diverse piattaforme. Di molti eventi è stata offerta la diretta streaming sulla pagina Facebook del Festival, avvalendosi della collaborazione tecnica di Venis, mentre i contenuti della pagina Facebook hanno registrato complessivamente circa 550mila contatti. A questi si aggiungono le migliaia di utenti raggiunti attraverso i tradizionali livetweet su Twitter, con oltre 150mila visualizzazioni dei tweet, e il profilo Instagram, molto seguito quest’anno con migliaia di visualizzazioni dei post del profilo e centinaia di stories create dal pubblico del Festival.

Già oggi quasi tutte le videoregistrazioni integrali degli eventi sono visibili sul canale Youtube della Fondazione Pellicani, con centinaia di visualizzazioni e condivisioni, e nei prossimi giorni sarà completata la rassegna dei video di tutti gli incontri di questa edizione.

Nicola Pellicani sottolinea che il successo del Festival della Politica nasce da un lavoro di squadra sviluppato all’interno di un progetto plurale: «Ringrazio in particolare Linda Laura Sabbadini, curatrice ospite di questo Festival, per averci aiutato a creare un programma scientifico in cui il tema di questa edizione, il Potere delle Donne, è stato sviluppato nel modo più approfondito e propositivo, raccontando fino in fondo come il mondo femminile custodisca un enorme potenziale che ancora non viene pienamente valorizzato nel nostro Paese, e quali sono i nodi che dobbiamo affrontare per permettere all’Italia di compiere un salto nel futuro che attendiamo da troppo tempo. Un ringraziamento speciale va ai tanti partner del Festival, a cominciare da Fondazione di Venezia, Comune di Venezia, Camera di commercio, Ispi e soprattutto a M9 – Museo del ’900, con cui quest’anno si è sviluppata una partnership più forte e articolata, che fra l’altro ha visto M9 contribuire attivamente alla creazione del programma scientifico».

Premiata dal successo anche l’iniziativa della Libreria della Politica, creata in Piazza Ferretto in collaborazione con ALI (Associazione Librai Italiani di Confcommercio) e con tante librerie della città: uno spazio molto vivo durante le giornate del Festival, aperto ogni giorno dal mattino fino alle ore 22 e dove i cittadini, oltre a trovare uno showroom con quasi diecimila libri in vendita, ha potuto incontrare da vicino gli autori che partecipavano ai dibattiti.

Prosegue Nicola Pellicani: «Dopo i lockdown e mentre cerchiamo di uscire dalla stagione dura e drammatica della pandemia, è davvero una bella boccata d’ossigeno vedere le piazze piene di persone interessate a seguire gli incontri sui grandi temi della politica. Stiamo imparando a vivere una nuova normalità, con abitudini di vita più attente e responsabili, e anche il Festival ha avuto regole diverse dagli anni scorsi, ma ci ha anche dimostrato come sia possibile armonizzare partecipazione, animazione degli spazi pubblici e sicurezza. E anche quest’anno le giornate del Festival si sono rivelate una formidabile occasione di rivitalizzazione del centro di Mestre. Gli eventi del Festival e La Libreria della Politica sono la dimostrazione che l’utilizzo degli spazi pubblici per iniziative di carattere culturale rappresenta il modo migliore per rianimare la città, in particolare il centro. Il Festival della Politica sempre di più è un’occasione di lavoro anche per le attività economiche, non solo per le librerie ma anche per gli esercizi commerciali come bar, ristoranti, alberghi».

Il Festival ha animato il centro di Mestre dal mattino fino a sera inoltrata. Le giornate si aprivano con la rassegna stampa curata da Francesco Maselli, e si sono chiuse nella notte con gli spettacoli: al Teatro Toniolo ha fatto il tutto esaurito il monologo “Pojana e i suoi fratelli” di Andrea Pennacchi, e per tre sere il Festival ha accolto il pubblico nel suo Cinema all’aperto: un’iniziativa che dopo tanti decenni ha riportato le proiezioni cinematografiche sul grande schermo permanente di Piazzetta Malipiero.

Parallelamente ai dibattiti, in collaborazione con Quorum/YouTrend, a M9Lab si sono svolti tre workshop molto partecipati, con i posti esauriti molto prima dell’inizio del Festival, focalizzati su “I nuovi linguaggi della politica” e condotti da consulenti e specialisti della materia. Sempre negli spazi di M9 hanno poi avuto luogo gli eventi collaterali: visite guidate alla mostra permanente del museo e laboratori didattici per i più piccoli curati da M9 e sempre dedicati al “potere delle donne”, per un’edizione del Festival della Politica che fino in fondo si è confermata come un Festival “al femminile”.

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