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Memorial Rago: il tema di Margherita Cernaz (2ª B)

Oggi vi portiamo tra i pensieri dei giovanissimi studenti dell’Istituto Comprensivo di Casier.

Fin da quando nasciamo, tutti noi veniamo messi a dura prova, ma le sfide che ci vengono imposte si concludono spesso con una lezione che ci rimarrà impressa per tutta la vita.

Ho solo dodici anni, però ho già appreso, mio malgrado, che la vita non sempre va come vorremmo, così a volte ci troviamo in situazioni che possono essere affrontate con leggerezza o, in altri casi, con estrema serietà; per quello che mi è stato insegnato, so che bisognerebbe comportarsi seriamente di fronte a qualsiasi problema, grande o piccolo che sia, ma alcune volte mi ritrovo ad affrontare situazioni con una certa superficialità, perciò va a finire che esse si ripercuotono con conseguenze che ricadono, naturalmente, su di me.

La prova più ardua che la vita mi ha imposto è stata la morte di papà, perché era una figura di riferimento, a mio parere, perfetta: un uomo gentile e raffinato, sempre composto ed elegante nel vestire, non ricordo abbia mai alzato la voce, di fatto era una persona garbata e amabile … la sua mancanza ha generato in me grande sconforto e una incolmabile sensazione di vuoto. Ho affrontato questo periodo con serietà, non avrei potuto fare altrimenti.

Mamma era distrutta: pur essendosi separati qualche tempo prima, erano rimasti molto amici.
Papà era costantemente presente nella mia vita: continuava a venire alle mie lezioni di nuoto, ma poi sono subentrate improvvise patologie e le sue condizioni di salute sono peggiorate con l’arrivo del covid; lui, controvoglia, assumeva farmaci per cercare di stare bene, ma non migliorava… ero ancora un po’ piccola per comprendere pienamente la situazione, perciò mamma cercava di spiegarmela come meglio poteva. Più i mesi passavano, più crescevo, diventavo matura e comprendevo… papà, però, cominciavo a vederlo sempre meno: se prima trascorrevo ogni weekend da lui, poi diventarono fine settimana alterni, fino a quando ho cominciato a non vederlo più.Papà lavorava come responsabile e consulente in ospedale, chissà… se il fatto di operare in un ambiente così “rischioso”, nel periodo dei contagi da covid, abbia condizionato il suo destino…

Era un venerdì di novembre, fuori pioveva, la mamma era appena rientrata a casa con un’espressione diversa dal solito, triste e addolorata; le chiesi cosa fosse successo e lei rispose che… il papà era andato in cielo.

Rimasi scioccata, gli occhi lucidi tremavano e il mio corpo sembrava diventato una statua; tutto si fermò, il tempo era come bloccato e in quei pochi istanti capii che non l’avrei più rivisto. Nei concitati giorni seguenti i miei compagni mi erano accanto, ma mi parlavano come se fossi un piccolo cucciolo indifeso ed io rispondevo con una tranquillità che non appartiene al mio carattere esuberante, dicevo: “Meglio così, ora almeno è in un posto migliore”.

Ma non era ciò che pensavo, nulla riusciva a consolare l’idea che non avrei più avuto vicino il mio papà. Questo episodio ha inaugurato la mancanza di una figura maschile in casa, che non è cosa da poco come potrebbe sembrare. Il ruolo dell’uomo è molto cambiato rispetto al Medioevo, dove era lui a controllare tutto e la compagna solo una “serva”; ora la donna ha molta più importanza, in tutti i campi, e l’uomo la rispetta (nella stragrande maggioranza dei casi).

Mio padre era proprio così: preparava la tavola, la cena ed era lui a svolgere la maggior parte delle attività domestiche che per mamma potevano risultare difficili e pesanti; era contento di collaborare nelle attività casalinghe.

Non avrei mai voluto vivere l’esperienza della perdita del mio papà, ma dopo quell’evento sono diventata più coraggiosa e diretta; il suo ricordo mi sta insegnando a relazionarmi con gli altri ragazzi e ad apprendere l’arte di saper parlare lentamente in modo chiaro e logico (proprio come faceva lui!). Questo dolore infinito mi sta cambiando molto, ma in senso positivo, perché desidero ricordare tutte le sue belle qualità affinché diventino parte della mia persona e lui viva sempre in me.

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