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Medio Oriente, raid israeliani su Teheran. L’Idf: «Vasta ondata di attacchi nel cuore della capitale»

Nuova escalation militare tra Israele e Iran. Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno annunciato di aver lanciato «una vasta ondata di attacchi» contro obiettivi del «regime iraniano nel cuore di Teheran», segnando un ulteriore salto di intensità nel confronto diretto tra i due Paesi e alimentando timori di un conflitto regionale su larga scala

IRAN. In una nota diffusa sui social, l’esercito israeliano ha spiegato che l’operazione è stata condotta dall’aeronautica militare «sotto la guida dell’intelligence», con l’obiettivo di colpire infrastrutture considerate strategiche. «Nelle ultime 24 ore l’Aviazione ha effettuato attacchi su larga scala per ottenere la superiorità aerea e aprire la strada verso Teheran», si legge nel comunicato ufficiale.

Israele sostiene di aver preso di mira esclusivamente asset militari iraniani. Tuttavia, da fonti iraniane emergono bilanci molto più pesanti. Durante una riunione d’emergenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, l’ambasciatore iraniano all’Onu, Amir Saeid Iravani, ha dichiarato che «centinaia di civili sono stati uccisi o feriti» nei raid condotti da Israele con il sostegno degli Stati Uniti.

Teheran accusa Washington e Tel Aviv di aver colpito deliberatamente quartieri residenziali in diverse città, una ricostruzione che al momento non è stata verificata in modo indipendente.

La risposta iraniana e le sirene in Israele

Nel frattempo, l’Iran ha intensificato il lancio di missili balistici verso Israele. A Gerusalemme le sirene d’allarme hanno risuonato quasi senza interruzione fin dalle prime ore del mattino. Le esplosioni udite sopra la città sarebbero legate all’intercettazione dei vettori iraniani da parte del sistema di difesa aerea israeliano.

Secondo i servizi di emergenza israeliani, circa 120 persone sono rimaste ferite nel Paese, per lo più in modo lieve. A Tel Aviv si registra almeno una vittima nelle ultime ore.

Molti residenti hanno trascorso la notte nei rifugi antiaerei, mentre scuole e attività commerciali sono rimaste chiuse e le strade delle principali città appaiono quasi deserte.

Tensione anche nello stretto di Hormuz

La crisi rischia di estendersi anche al piano economico e marittimo. L’Oman ha riferito che una petroliera battente bandiera di Palau, la Skylight, sarebbe stata attaccata nello stretto di Hormuz, punto strategico per il traffico energetico mondiale. Quattro membri dell’equipaggio – di nazionalità indiana e iraniana – sarebbero rimasti feriti.

Non è ancora chiaro chi sia responsabile dell’attacco, ma l’episodio arriva dopo le minacce iraniane contro le navi in transito nell’area in seguito ai raid israelo-statunitensi.

Lo stretto di Hormuz rappresenta uno dei principali colli di bottiglia del commercio petrolifero globale: un suo eventuale blocco o l’aumento dell’insicurezza della navigazione potrebbe provocare pesanti ripercussioni sui mercati energetici internazionali.

Il rischio di un conflitto regionale

L’intensificazione delle operazioni militari dirette tra Israele e Iran segna una fase nuova del confronto mediorientale, finora combattuto prevalentemente attraverso attori indiretti. La comunità internazionale osserva con crescente preoccupazione l’evoluzione della crisi, mentre al Consiglio di Sicurezza dell’Onu proseguono i tentativi diplomatici per evitare un ulteriore allargamento del conflitto.

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