uno spettacolo nello spettacolo
Ieri sera in una piazza Rinaldi non da tutto esaurito, si è tenuto lo spettacolo di Max Pianta, un sosia imitatore di Renato Zero, che lo interpreta dandogli un tributo degno di questo nome.
Infatti, visto i costi stellari dei biglietti con i veri interpreti, molte band di cover sono emerse in questi ultimi tempi, più o meno somiglianti a chi desiderano emulare.
Nel caso di Max Pianta la voce è praticamente identica, il portamento e l’abbigliamento da scena sono talmente simili a quelle di Renato Zero, che in qualche momento si mette in dubbio se sia veramente lui.


Ma nelle dichiarazione che lui ha rilasciato nel suo sito più che un sosia od un imitatore, si sente un artista a tutto tondo, che però quando interpreta Renato Zero dà il meglio di sé.
Inoltre ricorda che fin da bambino lui ha avuto una propensione verso l’intrattenimento, perché gli è sempre piaciuto far divertire gli altri. E questo gli ha portato ad avere fin dalle elementari un piccolo ed affezionato pubblico, dove per i suoi compagni improvvisava le imitazioni degli artisti più in voga del momento.
Ma la passione per Renato Zero si è accesa quando ha ascoltato per la prima volta una sua canzone a 14 anni ed è così diventato la colonna sonora della sua adolescenza. Crescendo ha sempre continuato a cantare, finché, dopo un’esperienza nel 2004 come voce solista con una Tribute Band di Vasco Rossi, ha pensato di costruire uno spettacolo sul suo mito, Renato Zero.


Nel 2009 ha formato una vera e propria band. Questo nuovo assetto è piaciuto così tanto al pubblico che si è ritrovato ad esibirsi dalle sagre e le piccole feste di paese a teatri ed auditorium.
Max Pianta ricorda ancora con emozione il primo vero spettacolo all’Auditorium Da Vinci di San Donà di Piave, e lo fa con così tanto affetto che ogni anno ricomincia la sua tournée proprio da lì.
Nel 2010 avviene il suo debutto davanti alla telecamera. A chiamarlo è Giorgio Panariello, che lo convoca con altri quattro sosia per realizzare il video Clonato Zero, parodia del notissimo brano Il Triangolo.
Nel 2011 ha partecipato a dei provini per partecipare allo spettacolo Attenti a quei due e questa opportunità gli ha dato molta visibilità.


Da quel momento è stato chiamato ogni qual volta che si desidera una serata “Renato Zero”per eventi in piazza, cene di gala, matrimoni, feste private, feste nei locali e compleanni.
Nel suo profilo non manca neppure l’aspetto della solidarietà.
Infatti si dal 2009 ha cominciato a collaborare con l’associazione Amici di Simone, che ogni anno organizza un concerto per raccogliere fondi per aiutare le famiglie dei ragazzi colpiti da celebrolesioni acquisite.
Non si fa mancare neanche gli spettacoli all’interno delle case di ricovero, dove le persone anziane non solo sembrano gradire le sue performance, ma poi soddisfatti riescono a riposare meglio la notte e non suonano i campanelli per chiamare gli assistenti.


Per entrare in merito allo spettacolo di ieri sera, è uscito sul palco con una serie di travestimenti, che corrispondono ai vari periodi della produzione di Renato Zero, raccontandone la storia fin dai suoi esordi, le difficoltà di alcuni periodi, i successi di altri, il cambio di stile dopo la partecipazione a Sanremo. Alla fine dello spettacolo, dopo aver chiamato tutti i presenti sotto il palco per cantare le ultime canzoni, quelle più famose, come I migliori anni della nostra vita e Il Cielo, si è tolto l’ultima parrucca indossata ed ha ringraziato il pubblico per la partecipazione e il gradimento.
Ancora una volta Teatro che Pazzia, nella persona di Marco Sartorello, che è stato elogiato all’inizio dello spettacolo dall’assessore Dotto per il suo spirito imprenditoriale, la sua capacità di insegnare il mestiere di attori nei vari laboratori teatrali per tutte le età e come organizzatore di spettacoli nella provincia di Treviso e Venezia, ha saputo portare qualità nell’intrattenimento dell’estate trevigiana.
Peccato per chi non c’era! Ha perso un’occasione di ascoltare della buona musica in uno spettacolo
coinvolgente ed emozionante.
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