Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha consegnato il tricolore ai portabandiera dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026
ROMA – Ieri mattina nel Salone dei Corazzieri del Quirinale, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha consegnato il Tricolore ai portabandiera dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026.
All’evento erano presenti alcuni atleti e atlete in rappresentanza dell’Italia Team. Con loro il Presidente del CONI Luciano Buonfiglio e dal Presidente del Comitato Italiano Paralimpico Marco Giunio De Sanctis, il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, diversi esponenti della Fondazione Milano Cortina 2026.
Dopo l’esecuzione dell’Inno di Mameli ha preso la parola il Presidente del CONI Luciano Buonfiglio, seguito dal presidente del Cip, Marco Giunio De Sanctis, e dal Ministro Andrea Abodi. Poi è stata la volta della consegna della bandiera italiana da parte del Presidente Mattarella.
I primi a ricevere il Tricolore sono stati Arianna Fontana e Federico Pellegrino, porta bandiera alla Cerimonia di Apertura dei Giochi che si svolgerà a Milano. Subito dopo è toccato a Federica Brignone e Amos Mosaner, alfieri a Cortina. Infine ai due porta bandiera nella Cerimonia di Apertura dei Giochi Paralimpici che si terrà all’Arena di Verona il 6 marzo, René De Silvestro e Chiara Mazzel.
I discorsi dei porta bandiera
La prima a prendere la parola è stata Arianna Fontana, l’atleta più medagliata della storia italiana ai Giochi Invernali:
“Signor Presidente, la bandiera che ci affida oggi è molto più di un simbolo delle nostre origini o di ciò che chiamiamo casa. È una promessa. Una promessa all’Italia. Una promessa a ogni giovane che osa sognare di essere dove siamo noi oggi. Una promessa alle famiglie che ci sostengono, alle comunità che ci formano e a tutti coloro che credono che lo sport possa essere una forza di crescita, unità e speranza. Condividere questo onore con altri tre atleti straordinari come Chicco, Fede e Amos, di cui ammiro i valori e la dedizione, rende questo momento ancora più speciale. Oggi ci impegniamo ad onorare questa bandiera con rispetto, con disciplina e con l’incrollabile coraggio che lo spirito italiano ci ha sempre ispirato. Rappresenteremo il nostro Paese con cuore aperto, mente ferma e con la determinazione di dare il buon esempio, ogni singolo giorno. Lo abbiamo già fatto. E lo faremo di nuovo. Per me, personalmente, questa bandiera porta con sé il peso di un impegno durato una vita per difendere la nostra casa, i nostri colori e i nostri valori, sotto ogni pressione, sotto ogni aspettativa e in ogni circostanza. Lo faccio da vent’anni. E sarò pronta anche questa volta. Grazie, Signor Presidente. Grazie, Italia”.
È toccato poi al suo compagno alla Cerimonia di Milano, Federico Pellegrino:
“Al Presidente della Repubblica e a tutte le cariche istituzionali. A tutti gli allenatori e i tecnici presenti. Ai miei compagni dell’Italia Team. Alla mia famiglia. A chiunque ci stia ascoltando, o ci ascolterà. Oggi, domani, o in un futuro lontano. Accolgo la vostra scelta come voi avete accolto me, anno dopo anno. Mentirei se dicessi di non averci pensato a lungo. Mentirei se dicessi di non essermi mai immaginato alla testa della nostra delegazione, con il Tricolore davanti agli occhi e l’intero Paese alle spalle. Mentirei se dicessi che questo momento non è stato una motivazione in potenza, che non mi ha sorretto nel prendere parte delle mie e delle nostre scelte. E non potrei mai mentirvi. Il mio pensiero, adesso, va a nonno Gino, l’ultimo tra i nonni che ho dovuto salutare. Uomo del dovere, uomo del senso civico, che vive questo istante come il punto d’arrivo di tutte le sue scelte. Passate, eppure presenti. Come una scalata di mille tornanti, che ti porta in cima. Ovunque sia, lui ascolta. Ed è più felice di me.
Perché la scelta è la sede del dubbio, forse il solo dono che ci sia mai stato fatto. E nel dubbio si costruisce l’esistenza. In equilibrio tra il significante e il significato. Tra un simbolo, come la bandiera, e ciò che contiene. E la mia bandiera contiene ciò che contengono anche quelle dei miei colleghi, dei miei amici, delle persone a me care, di ogni mio concittadino. La mia bandiera contiene centinaia di scelte. Enormi e piccolissime. Obbligate e creative. Spesso, necessarie e difficili. A volte, semplici e dolcissime. Un mosaico della volontà, di cui sei attore e spettatore insieme.
Scegliere di esserci, al mattino presto e quando fuori gela. Scegliere di rinunciare a qualcosa oggi e coltivare per il domani. Scegliere insieme, smussando i propri spigoli. Scegliere sbagliando e imparare a perdonarsi. Scegliersi a vicenda, per una vita insieme. Marito, moglie, compagno o compagna. E poi insieme scegliere per i figli, insegnar loro a farlo da sé, finché aiuteranno noi a scegliere di nuovo. Scegliere è un gesto di responsabilità, un dialogo intimo, con la propria testa e con il proprio cuore, prima di tutto il resto. Ma che poi dà una forma al mondo intero. Scegliere è un atto d’amore, e per questo accolgo con grande fierezza la vostra scelta come voi avete accolto me. Anno dopo anno dopo anno. Grazie”.
È stato poi il turno di Amos Mosaner: “Signor Presidente, La ringrazio per averci accolti oggi qui al Quirinale trovando nuovamente nella sua fitta agenda il tempo da dedicare a noi atleti e atlete e ringrazio il Presidente Buonfiglio per il prestigioso incarico che mi è stato conferito. Fin da giovane ho coltivato sogni importanti, ma mai avrei immaginato di poter giungere a rappresentare un ruolo di così grande valore per il nostro Paese. Desidero esprimere la più sincera gratitudine alla mia famiglia, ai miei compagni di squadra, al CONI, alla Federazione, alle Fiamme Oro e a tutto lo staff che, con competenza e dedizione, mi ha accompagnato lungo un percorso fatto di impegno, sacrificio e crescita, rendendo possibile il raggiungimento di questi risultati.
Accolgo questo momento con profondo orgoglio ed emozione e attendo con grande senso di responsabilità la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, occasione nella quale avrò l’onore di far sventolare il Tricolore davanti al mondo. Sono convinto che, attraverso i risultati sportivi e la determinazione che contraddistinguono la delegazione italiana, sapremo trasmettere entusiasmo e avvicinare un numero sempre maggiore di cittadini, in particolare le giovani generazioni, ai valori dello sport e dello spirito olimpico. Rinnovo la volontà di impegnarmi con costanza, persistenza e capacità di adattamento. Io, come tutti gli atleti della delegazione italiana, indosseremo il Tricolore con profondo senso di appartenenza, forza e determinazione, impegnandoci a dare il massimo per onorare e rendere orgoglioso il Paese più bello del mondo. Grazie, Signor Presidente”.
Infine la Campionessa del Mondo Federica Brignone: “Buongiorno Signor Presidente, Buongiorno a tutti. È inutile dire quanto io sia onorata e felice di ricevere la bandiera che rappresenterà l’Italia all’Olimpiade di Milano Cortina. Sono anche emozionata, perché la mia corsa per arrivare qui oggi non è stata facile né scontata. Per questo ringrazio con tutto il cuore chi mi ha dato la possibilità di esserci. Voglio solo dire che con questa bandiera in mano cercherò di rappresentare tutti gli atleti azzurri attraverso i valori che per me da sempre sono alla base dello sport: rispetto, lealtà, dedizione, impegno, determinazione, umiltà e divertimento. Servono a tenere i piedi per terra nei momenti di gloria e a rialzarsi in quelli di difficoltà.
Sarà la mia quinta Olimpiade, la prima in Europa, vicina a casa, e credo che partecipare a un’Olimpiade nel proprio Paese sia una grande fortuna e un grande privilegio. Da un lato può essere anche un grande stress, ma io per prima cercherò di non vederla in questo modo, cercherò di cogliere solo gli aspetti positivi di questo privilegio che solo pochi atleti hanno potuto vivere, augurandomi che tutti gli azzurri facciano lo stesso. Chiudo con un grazie a chi ha reso possibile questo sogno, a chi si sta dando da fare perché i Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina siano un successo sportivo e anche organizzativo”.
È stato poi il turno dei due emozionatissimi porta bandiera a Verona. Questo il discorso di René De Silvestro: “Per me è un giorno speciale per due motivi: il primo è perché sono qui e non mi ricapiterà mai più nella vita. Il secondo è perché oggi, dodici anni fa, mi è cambiata la vita. Ora sono qui e mi rendo conto che qualcosa di buono l’ho fatto per me, per chi mi sta vicino e per le nuove generazioni. Grazie all’Italia, porteremo con orgoglio il tricolore“.
Infine le parole di Chiara Mazzel: “Grazie allo sport ho capito quanto è bello aiutarsi a vicenda per trasformare le difficoltà in opportunità. Un riconoscimento particolare va alla mia guida, Fabrizio Casal, con lui ho condiviso cadute, sconfitte e vittorie: non sempre è stato facile ma in fin dei conti nello sport, come nella vita, da soli non si va lontano. La fiducia, il rispetto e la collaborazione sono fondamentali. Porto questa bandiera consapevole che la forza è la squadra, che insieme si supera tutto”.


Il discorso del Presidente
Come da protocollo, l’ultimo a parlare è stato proprio il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Queste le sue parole:
“È stato un vero piacere accogliervi nel Salone dei Corazzieri, qui al Quirinale. Per tante e tanti di voi è un ritorno, in realtà, non è la prima volta. Ed è un piacere davvero grande incontrarvi tutti, alla vigilia dell’apertura dei Giochi, con tutti coloro che hanno sorretto questa preparazione.
Rivolgo un saluto e ringrazio il Ministro, il Presidente del CONI, il Presidente del Comitato Paralimpico, e ringrazio, in maniera intensa, i Portabandiera e gli Alfieri che presenteranno le bandiere a Milano, a Cortina, a Verona. Li ringrazio per gli interventi che hanno svolto. Le atlete e gli atleti hanno manifestato, con chiarezza, la consapevolezza dell’importanza e il significato di questi due eventi, che coinvolgeranno l’intero nostro Paese.
Siamo lietissimi di vedere Federica Brignone nuovamente pronta e determinata. Quando ci siamo sentiti mesi fa al telefono, contavamo su questo ed è un piacere vederla in queste condizioni.
Questa cerimonia è sempre coinvolgente. Ma quest’anno riveste un significato ancora più grande, perché siamo noi a organizzare Olimpiadi e Paralimpiadi. Vi riversiamo la nostra cultura, la nostra amicizia, la nostra ospitalità. E l’Italia – come alcuni di voi hanno detto già – sarà con voi interamente. Non a caso vi è una presenza così significativa intorno a voi, anche dei rappresentanti dell’Esercito, il Capo di Stato maggiore dell’Esercito, dell’Arma dei Carabinieri, il Comandante della Guardia di finanza.
Vi è una grande partecipazione intorno all’avventura che vi apprestate a svolgere e a vivere.
Per voi sarà un’occasione importante, ma per molti che verranno sarà l’occasione di una scoperta del nostro Paese: perché queste Olimpiadi e Paralimpiadi a Milano, a Cortina, a Verona, saranno una vetrina per l’Italia. Per questo ringrazio quanti vi sono impegnati per realizzarle, anzitutto nel volerle, che si sono, poi, impegnati per rendere possibili questi grandi appuntamenti.
Ringrazio le istituzioni nazionali, Ministro, le Regioni, i Comuni, la Fondazione Milano-Cortina, Presidente Malagò. È una un’accoppiata di eventi che coinvolge veramente il nostro Paese, ponendolo al centro del mondo, non soltanto sportivo, nella grande rete di conoscenza, comunicazioni e informazioni che vi sarà.
Le gare olimpiche e paralimpiche sono legate sempre tradizionalmente a tanti valori umani e sociali. Molti di voi hanno usato dei termini molto belli: rispetto, la fiducia.
In questo tempo difficile sarà molto importante il messaggio di pace, di solidarietà, di amicizia, che sarà espresso da Olimpiadi e Paralimpiadi; e sarà importante la diffusione di questo messaggio da parte vostra e di tutte le atlete e gli atleti che, con voi, saranno impegnati in Olimpiadi e Paralimpiadi.
Per voi saranno giorni affascinanti; lo saranno anche per quelli che non compaiono. Molte discipline sportive invernali sono individuali come carattere, ma coinvolgono, comunque, un irrinunziabile aspetto di squadra. Tutti coloro che collaborano, che si impegnano per lo sviluppo, la riuscita degli sport anche individuali. E tutto questo, naturalmente, coinvolge una pluralità di persone a cui pure va il mio ringraziamento per quanto fanno.
In più – e molte degli alfieri e molti degli alfieri lo hanno sottolineato – i Giochi indurranno molte e molti giovani, molte ragazze e molti ragazzi a dedicarsi allo sport, a misurarsi con sé stessi. Ed è un risvolto altrettanto importante delle gare e delle competizioni e dei risultati che vi saranno.
Poc’anzi, il Presidente del Comitato Paralimpico ha ricordato l’importante ruolo che lo sport paralimpico riveste anche sul piano sociale. È così Avvocato Pancalli, che saluto: ricorderà quante volte, in questi anni, abbiamo parlato, abbiamo esaminato i risultati conseguiti, esaminato le iniziative da assumere, per far crescere il movimento, e ulteriori risultati e successi e traguardi da conseguire.
Lei ha dato tanto al movimento paralimpico, Avvocato, ed io desidero, quindi, riaffermare la mia vicinanza e la mia riconoscenza per chi si dedica al movimento paralimpico. Farlo crescere, farlo ampliare, farlo diffondere, vuol dire accrescere l’inclusione: un obiettivo fondamentale per il nostro Paese, di civiltà, ovunque.
Ho affidato, poc’anzi, le bandiere agli Alfieri, ai Portabandiera e loro – ripeto – le presenteranno sia a Milano che a Cortina che a Verona. Sono certo che renderete – tutte le atlete e tutti gli atleti – onore all’Italia col vostro comportamento, con i risultati che conseguirete. Il SuperG di Val d’Isere di ieri, Sofia Goggia, è stato una buona premessa.
Ma quello che farete è quello che con il comportamento sportivo, con dei risultati conseguiti, si riverberà sul nostro Paese e sarà molto importante.
Grazie per il vostro impegno e per quanto farete. L’impegno che dispiegherete avrà intorno tutti noi.
Ha avuto la cortesia – il Presidente del CONI – di definirmi il “primo tifoso”; sono uno dei tanti tifosi, ma vi seguirò con attenzione. Grazie per l’impegno che dispiegherete. Vi auguro molti successi e grandi amicizie. Auguri!“


Gli atleti della FISG presenti
Curling: Stefania Constantini, Amos Mosaner
Hockey: Diego Kostner, Thomas William Larkin, Daniel Thomas Mantenuto, Tommy Purdeller, Luca Zanatta, Damian Clara, Anna Caumo, Martina Fedel, Laura Lobis, Nadia Mattivi, Samantha Gius, Aurora Abatangelo
Pattinaggio di figura: Charlene Guignard, Marco Fabbri, Sara Conti, Niccolò Macii, Daniel Grassl, Lara Naki Gutmann, Filippo Ambrosini, Rebecca Ghilardi
Pattinaggio di velocità: Daniele Di Stefano, Davide Ghiotto, Andrea Giovannini, Riccardo Lorello, Michele Malfatti, Jeffrey Rosanelli, Francesca Lollobrigida, Serena Pergher, Linda Rossi, Maybritt Vigl
Short track: Pietro Sighel, Thomas Nadalini, Lorenzo Previtali, Luca Spechenhauser, Andrea Cassinelli, Gloria Ioriatti, Arianna Sighel, Elisa Confortola, Arianna Fontana, Chiara Betti, Martina Valcepina
Gli atleti della FISI presenti
Biathlon: Dorothea Wierer
Sci alpinismo: Alba De Silvestro
Sci alpino: Federica Brignone, Sofia Goggia, Dominik Paris
Sci di fondo: Federico Pellegrino
Skeleton: Valentina Margaglio
Skicross: Simone Deromedis
Snowboard: Michela Moioli, Omar Visintin, Maurizio Bormolini
Photo e Video Credits: Quirinale.it
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